“C’ERA DUE VOLTE IL BARONE LAMBERTO”

In relazione al lockdown totale imposto dal 9 marzo 2020, come misura di protezione dalla pandemia di Covid-19, CapoTrave/Kilowatt ha lanciato il reading espanso di “C’era due volte il Barone Lamberto” di Rodari: oltre l’isolamento, una storia di rinascita collettiva. Da mercoledì 11 marzo 2020, ogni sera, alle 19:00 e 19:05, sui canali facebook e instagram di CapoTrave/Kilowatt, è andata online la lettura integrale di “C’era due volte il Barone Lamberto” di Gianni Rodari: 50 lettori d’eccezione in brevi video realizzati dalle loro case, che hanno raccontato che insieme saremmo ripartiti. 

“C’era due volte il Barone Lamberto” è un libro del 1978 di Gianni Rodari, una storia per piccoli e per adulti che parla di separazione dal resto degli umani, di oscurità, di comunità che si ricreano e di rinascita collettiva. È una storia lieve, animata da un ottimismo non banale, preziosa in un momento come quello della pandemia, dove tutto il Paese è stato atomizzato e scoraggiato, ma ha avuto anche bisogno di coraggio per vincere la lotta comune al Covid-19.

50 lettori provenienti dai vari ambienti della scena contemporanea e che rappresentano diverse competenze, ovvero attori, danzatori, coreografi, registi, drammaturghi, tecnici, organizzatori del teatro e della danza, e anche alcuni Visionari di Kilowatt, si sono alternati ogni sera nella lettura integrale del racconto di Rodari attraverso dei video artigianali girati da ciascuno di loro nella loro abitazione.

Tra loro hanno partecipato gli attori, drammaturghi e registi Caroline Baglioni, Renzo Boldrini, Nicola Borghesi, Elena Bucci, Riccardo Caporossi, Claudio Cirri di Sotterraneo, Oscar De Summa, Lisa Ferlazzo Natoli, Giovanni Guerrieri de I Sacchi di Sabbia, Daniele Marmi, Stefania Marrone, Ermanna Montanari, Woody Neri, Antonio Rezza, Gioia Salvatori, Michele Sinisi, i danzatori e coreografi Chiara Bersani, Alessandro Carboni, Luna Cenere, Silvia Gribaudi, Michela Lucenti, Carlo Massari, Giorgio Rossi, gli organizzatori teatrali e coreografici Selina Bassini, Paolo Cantù, Natalia Casorati, Gemma Di Tullio, Angela Fumarola, Elena Lamberti, Gilberto Santini, Gerarda Ventura, i critici e giornalisti Maddalena Giovannelli, Graziano Graziani, Gerardo Guccini, Tamara Malleo, e ancora 3 tecnici, 4 Visionari di Kilowatt, 4 rappresentanti delle associazioni e della società civile di Sansepolcro, tra cui l’Assessore alla Cultura Gabriele Marconcini, e ancora molti altri artisti fino ad arrivare a 50 persone. Non hanno contato i nomi, ovviamente, ma ha contato quello che ciascuno dei coinvolti rappresenta, anche simbolicamente, nell’alternanza di genere, di ambienti della scena, di generazioni e di provenienze geografiche, per raccontare che tutte le forze vive della scena contemporanea italiana sono state coinvolte in questa piccola impresa messa in piedi di corsa e nella distanza obbligata a cui ci ha obbligato la situazione di isolamento conseguente al Covid-19.

“Questo è un momento di forzato silenzio per il mondo del teatro e della danza, ma proprio adesso è essenziale far sentire ad adulti e bambini che invece ci siamo e che la nostra voce di artisti e maestranze della scena non si interrompe. Più ancora che il valore estetico dell’operazione, ci interessa raccontare il senso di comunità e la vicinanza di pensiero che ci tiene uniti in questi giorni complessi in cui ciascuno è isolato in un tempo sospeso.”

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