Sulle corde dell’emotività

di Caterina Meniconi

Neo, Cie Twain e Il Mutamento Zona Castalia le compagnie che hanno concluso la Selezione Visionari nell’ultimo appuntamento di Kilowatt Festival. Liberamente ispirato al racconto “Morpho Eugenia” di Antonia S. Byatt, “Angeli e insetti” di Cie Twain affronta la nascita di un amore, i meccanismi che emergono quando due anime, per caso o per destino, si incontrano e si conoscono. Corpi mossi da pulsioni profonde, in una danza-guerra creata da Loredana Parrella e interpretata da Camilla Zecca e Yoris Petrillo, che si scrutano, si ascoltano, involgono in abbracci spietati e fughe strazianti, in una ricerca dell’altro fatta di violenza e desiderio. Un lavoro appassionato, che però non convince fino in fondo, nella sua ricerca di un nuovo linguaggio.

Il Mutamento Zona Castalia sorprende l’Auditorium di Santa Chiara con “La favola di un’altra giovinezza”, storia surreale di Maria che, colpita da un fulmine, inizia inspiegabilmente a ringiovanire, trovandosi a vivere una nuova adolescenza. La drammaturgia di Giordano V. Amato scorre piacevolmente, è delicata e divertente grazie all’interpretazione di un’ammaliante e al contempo buffa Eliana Cantone. Il momento dell’incidente, il lungo e doloroso mese di convalescenza, i drammatici pronostici del medico e l’inaspettata vertiginosa ripresa, tutto raccontato con ironica comicità. Tanta nostalgia, anche, perché forse tornare giovani ha i suoi lati negativi. Maria ci fa entrare nei suoi ricordi, nell’istante in cui si è innamorata di un allampanato ragazzino dalle orecchie a sventola, il grande amore della sua vita, andatosene troppo presto. E ci lascia così, dolcemente: lei nata, morta e rinata adesso sa che “nascita e morte hanno lo stesso colore”. Uno spettacolo mai pretenzioso, dalle atmosfere sfumate e leggere, che Elisa Fighera evoca attraverso una viola suonata dal vivo. Lungi dall’essere solo accompagnamento all’attrice, la musica si tramuta in presenza significante, andando a toccare le corde dell’emotività.

Cinque segreti per “Ricettario / Lato B” che ha scandito le tre serate della Selezioni Visionari: magici piccoli momenti di pura fiaba per uno spettatore alla volta. Chiara Vallini ci attende a un tavolo, volto dipinto di bianco, sulla sua testa il classico cappello da cuoco. Una lavagna è posta davanti a noi: “Prego Signora, scelga la sua ricetta”. Dobbiamo decidere fra “Conserve”, “Dolce forno”, “Misticanza”, “Palline” e “Riccioli”; ognuna racchiude un micro-mondo. Una voce ci sussurra all’orecchio un racconto che vediamo concretizzarsi nei gesti dell’onirica figura seduta davanti a noi; tre minuti per volare, tuffarsi in mondi sconosciuti, e al tempo stesso per far riaffiorare la nostra parte più intima e giocosa: l’infanzia.