Sul confine di Carrozzeria Orfeo

di Irene Splendorini

Venerdì 23 luglio Kilowatt Festival ha ospitato Carrozzeria Orfeo che ha portato in scena Sul confine per la drammaturgia di Gabriele Di Luca.
Che sia per soldi, per ambizione o per ripiego la guerra unisce i destini di tre uomini che si conoscono, si dimenticano e poi ritrovano, per caso sembrerebbe, nel gioco più letale che ci sia: la guerra.
Privo di scenografia il palco prende vita attraverso torce che emanano un fascio di luce biancastra e regolare animata dagli attori, lo stesso Gabriele di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi. La luce illumina ad intervalli regolari i guerrieri che sembrano essere vittime della guerra non solo sul piano psicologico ma anche fisico. Ad ogni accensione la torcia rischiara corpi immobili, dei tableaux vivants: sono la battaglia, gli spari, il bagliore della armi che affettano il buio.
Essersi visti in passato e ritrovarsi nel campo di guerra, scontrarsi e vivere il quotidiano e i ricordi.
Polvere di caffè scivola tra le mani di un soldato come sabbia e l’odore arriva alle narici del pubblico, le accarezza, trasportandolo per un attimo in scenari lontanissimi.
La guerra non porta con sé solo i pericoli delle armi da fuoco, delle infezioni e del dramma. I soldati hanno di fronte un nuovo nemico, l’uranio impoverito, un materiale tossico e in parte radioattivo impiegato principalmente come corazzatura di alcuni sistemi d’arma. I soldati contaminati vengono fatti sparire, scompaiono nel nulla perché è scomodo essere vittima delle proprie armi. La malattia colpisce il più convinto dei tre, colui che porta tatuato sulle chiappe l’orgoglio di essere un soldato e viene vissuta come punizione per azioni passate, come colpa per aver commesso violenza e stupri. La condizione dell’uomo in guerra è come quella di un albero secco con le radici ben infilate nel terreno, mezzo vivo e mezzo morto. A nulla serve indagare e soccorrere, per venire a conoscenza della verità occorre addossarsi tutto il peso che ne deriva e lasciare che il corpo venga trascinato via dalla corrente senza alcuna traccia.