Prime suggestioni a Kilowatt Festival

di Michele Rossi

E’ ufficialmente iniziato Kilowatt Festival! Ieri sera sono andati in scena i primi tre spettacoli scelti dal gruppo dei Visionari tra gli oltre 360 pervenuti, con un ottimo successo di pubblico che ha affollato le due location allestite a Santa Chiara. La serata si è snodata tra le atmosfere gelide di Infactory – Stabulazione fissa (Matteo Latino T/S teatrostalla), l’ironia schizofrenica di Porco Mondo (Biancofango) fino ad arrivare alla drammaticità recitativa di Prima di andar via (Il Suonatore Jones). Uno spazio freddo, metallico, al neon circonda Matteo Latino e Fortunato Leccese, due vitelli prigionieri in una stalla: parlando di se stessi  raccontano disagio e schiavitù della condizione umana. Lo spettacolo, caratterizzato da un ripetersi ossessivo a tratti irritante, acquista lentamente pathos e forza espressiva. Il lavoro, costruito più su una partitura fisica e scenografica che di parola, evoca una freddezza adatta ai due vitelli/performer, prigionieri senza alcuna via di scampo. Tuttavia in alcuni momenti lo spettacolo si serve di espedienti poco efficaci dal punto di vista musicale e coreografico. Dalla frustrazione emotiva di Matteo Latino si è passati alla risata amara di Porco Mondo dei Biancofango dove la coppia in conflitto (Aida Talliente e Andrea Trapani) si confronta facendo emergere debolezze e voglie sopite. Attraverso un’interpretazione convincente, i due attori suscitano ilarità pur in un convulso confronto che mette a nudo le insicurezze e le paure della vita coniugale. Intensi gli attori della compagnia Il Suonatore Jones con lo spettacolo Prima di andar via, a partire da Giorgio Colangeli, conosciuto ai più grazie a diverse esperienze cinematografiche, Filippo Gili, anche autore , Michela Martini, Vanessa Scalera e Silvia Siravo. E’ la drammatica storia di una famiglia davanti all’annunciato suicidio del figlio: un lento crescendo fino alle ultime e violente liti tra i componenti, impotenti di fronte a una decisione irrevocabile. Uno spettacolo che nonostante il ritmo, a volte troppo dilatato, ha catalizzato l’attenzione del pubblico seduto nel palco insieme agli attori.