Periferie infami e nostalgiche gocce di ottimismo

di Caterina Meniconi

In-Box, rete di 25 partner fra teatri, festival e soggetti istituzionali, con capofila Straligut Teatro, e 9 regioni coinvolte, dal 2008 si impegna nella selezione e promozione delle eccellenze teatrali emergenti. Vincitori di quest’anno i giovani attori di Punta Corsara che, nella terza serata di Kilowatt Festival, hanno animato il Teatro Dante con “Il Convegno”. Protagonisti la periferia, quattro fra sociologi, urbanisti e studiosi del caso, un assessore, un caratteristico custode e un caso umano: Giuseppina, personaggio dai toni estremizzati, a metà fra l’uomo e la scimmia. La F.O.S.T.I, fondazione che si preoccupa delle “periferie infami”, ha indetto un convegno per trovare soluzione agli incresciosi eventi, verificatisi qualche tempo prima. Fin da subito appare evidente, però, che le sedicenti menti illuminate accorse per entrare in contatto con la realtà in cui vive Giuseppina, non riescono a raggiungere l’obiettivo posto. L’entourage di eletti diviene come e peggio di coloro che vorrebbero salvare. Ciascuno è costretto a soccombere, in balia di un ingranaggio insovvertibile.

Batignani – Faloppa – Tintinelli, con “Tu eri me” all’Auditorium di Santa Chiara, affrontano un tema delicato: cosa accade quando al termine di una vita trascorsa al servizio del pubblico il sipario cala sull’attore. David Batignani, Simone Faloppa e Paola Tintinelli tentano di dare una risposta. Tante quelle trovate in una ricerca cominciata nelle case di riposo per attori indigenti e terminata sul palcoscenico. Lilla, vecchia eroina del teatro, vive nel ricordo di un passato lontano; due strane figure, dal volto bianco e dalle movenze di un voluto manierismo teatrale, la accompagnano verso una dolorosa consapevolezza: le luci della ribalta su di lei si sono ormai spente. A ricordi narrati con voce sicura, si alternano lunghi silenzi e sguardi nel vuoto, che raccontano molto più delle parole. I gesti di premura nei suoi confronti lasciano affiorare un velo di tristezza. Un tempo capace di appassionare un’intera platea, adesso il suo corpo è stanco, deboli i suoi movimenti. Tuttavia nell’umile semplicità, propria di chi è nato per essere “grande”, rimane un’ipnotizzante potenza. Straordinaria Paola Tintinelli nei panni di Lilla, affiancata da due altrettanto convincenti David Batignani e Simone Faloppa. Lo spettacolo, più che raccontare, dipinge a tratti sfumati una storia cui tutti siamo destinati. Nessuna nostalgica conclusione, perché Lilla “in camerino ha sempre avuto tre gocce di ottimismo”. Si avvia fragile e fiera verso la fine, del resto una signora sa sempre quando è giunto il momento di andarsene.