L’importanza della stupidità: maratona teatrale per l’ultima serata di Kilowatt Festival

di Caterina Meniconi e Michele Rossi

Ha avuto termine sabato sera la lunga carrellata di spettacoli protagonisti della decima edizione di Kilowatt Festival, che ha visto un programma ricco di prime assolute e ospiti provenienti da tutto il panorama teatrale nazionale e internazionale. A concludere il Festival la compagnia Psicopompo Teatro che ha presentato il secondo studio su La stupidità: non vediamoci più, Brad (Pitt), del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, spettacolo che ha visto cinque attori (Raimondo Brandi, Luisa Merloni, Marco Quaglia, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo) avvicendarsi in un frenetico gioco di travestimenti per ben duecento minuti. Diversi motel della periferia di Las Vegas fanno da sfondo alle vite disastrate di ventiquattro personaggi, ognuno in cerca del cambiamento sotto varie forme, che convogliano tutte in un unico grande obiettivo: il denaro. Cocainomani, mafiosi, falsificatori d’arte, portatori di handicap, giornalisti d’assalto, scienziati e buone madri di famiglia si alternano e si scontrano, intrecciando inconsapevolmente la propria esistenza con quella dell’altro. Una grande sfida per la direzione artistica che sceglie di portare in un festival di teatro contemporaneo un progetto che prevarica gli standard temporali cui siamo soliti rimandare l’idea di moderna performance; sfida questa anche per la compagnia che di fronte all’odierno minimalismo visivo contrappone un lavoro ricco di contenuti drammaturgici, attoriali e tecnici. Nonostante la scrittura si dimostri interessante e a tratti coinvolgente, la trasposizione scenica risulta debole e in determinati momenti confusa. A un ritmo lento e a mancati tempi comici si associa una scenografia su più piani prospettici che rimangono comunque inutilizzati e non funzionali alla comprensione dell’azione. Nonostante questo va riconosciuto al gruppo il merito di essere riuscito a sostenere tre ore di spettacolo, aggravate dall’infortunio di Patrizia Romeo aiutata nei veloci cambi fuori scena dai colleghi. Indubbio è il prezioso lavoro di traduzione della regista Manuela Cherubini che ha fatto conoscere in Italia Spregelburd, autore originale e complesso, i cui testi offrono numerosi stimoli a registi, attori e pubblico.