Prometeo: criminale o ribelle?

Intervista a Pau Palacios su Prometheus, la serie teatrale di Agrupación Señor Serrano, tra i vincitori del bando per le Residenze Digitali.

Si è appena conclusa la residenza artistica digitale di Prometeo, primo capitolo di Olympus, progetto della compagnia spagnola Agrupación Señor Serrano costituita da Àlex Serrano, Pau Palacios e Barbara Bloin. Una formazione dal respiro internazionale, già vincitrice nel 2015 del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, che utilizza la ricchezza di strumenti innovativi e tradizionali per estendere i confini del proprio teatro. Le produzioni di Señor Serrano fondono performance, testi, video, suoni e modelli in scala per mettere in scena storie sull’esperienza umana contemporanea.

Il mito racconta che Prometeo è punito da Zeus per aver regalato il fuoco agli uomini, liberandoli così dalla loro bestialità. Un’aquila divorerà eternamente il fegato di Prometeo per aver disobbedito al capo dell’Olimpo. Ma si potrebbe anche dire che un’aquila divorerà eternamente il fegato di Prometeo per aver dato una possibilità all’umanità attraverso un atto di solidarietà…

Abbiamo intervistato Pau Palacios di Agrupación Señor Serrano su questo progetto:

Prometheus è una serie teatrale che propone una visione critica della mitologia greca. Di che cosa si tratta e da che urgenza nasce questo progetto?

“Prometheus è una serie teatrale basata su una visione critica dei miti greci destinata a un pubblico familiare, in particolare ai bambini dai 6 agli 11 anni. Prometheus propone più episodi di 45 minuti, ciascuno dedicato a un mito, e realizzati attraverso un narratore, dei personaggi Lego, una videocamera in diretta e risorse online. Cerchiamo di fornire ai bambini una visione critica e dirompente della mitologia che è alla base del nostro sistema culturale, attraverso un linguaggio multimediale, vicino e molto diretto. Il progetto nasce dal fatto che io e Alex, altro socio della compagnia, siamo genitori e sentivamo l’esigenza di condividere il nostro mondo con i nostri figli. Il mito spiega tanto della realtà e noi lavoriamo attraverso metafore, quindi abbiamo pensato di esplorare i miti per affrontare temi contemporanei. Già gliele raccontavamo le storie dei miti, ora poi, si può dire che i nostri figli siano le prime cavie del progetto.”

Cosa ci racconta oggi il mito di Prometeo?

“Il mito di Prometeo ha diverse letture. Chi disubbidisce e viene punito offre tanti interrogativi. È giusto che sia punito o non è giusto? È un criminale o un ribelle? L’obiettivo è porre delle domande ai bambini. Il mito di Prometeo ci rimanda a costellazioni di riferimenti e significati. Prometeo è il dottor Frankenstein, creatore di nuova vita, oppure Julian Assange con il caso WikiLeaks: Assange è un criminale o un uomo che ha tolto i segreti ai potenti per darli al popolo? Non diamo risposte, ma rivolgiamo ai bambini delle domande, gli diamo degli input per stimolare il loro senso critico.”

Il format è quello della serie teatrale, che cosa significa? Come è strutturata?

“Il progetto nasce prima della pandemia, e l’avevamo pensato come un live show: un performer, un tavolo, un pc, un proiettore, uno schermo, una camera, i pupazzetti della lego. Durante il lockdown abbiamo realizzato che in realtà avrebbe funzionato meglio per l’online, per questo abbiamo partecipato al bando delle residenze digitali. Ci saranno più puntate, ciascuna di 45 minuti, dedicata a un mito greco. La prima sul mito di Prometeo, la seconda affronterà quello di Antigone. È una performance online interattiva, e l’interazione spesso manca nei progetti che si sviluppano online: coinvolgeremo piccolo gruppi di bambini per ogni performance, in modo da avere un dialogo con loro.”

Siete stati in residenza artistica digitale: a che punto siete del percorso?

“La parte drammaturgica è pronta. Stiamo sperimentando la parte tecnica, cercando gli strumenti più facili e utili per realizzare la performance online. Abbiamo fatto dei test con dei gruppi di bambini e sono andati molto bene. I bambini di oggi hanno una passione per gli schermi. Durante la performance / test hanno interagito, risposto agli input e alle domande. Noi chiediamo che i bambini siano lasciati da soli durante la performance, che siano autonomi perché la presenza dei genitori può inibirli o comunque condizionarli.”

La vostra compagnia è spagnola ma il progetto, come tutti i vostri lavori, ha una vocazione internazionale. In quante lingue vedremo Prometheus?

“Il bello dell’online è che ci permette una replicabilità che azzera le distanze, specialmente in questo periodo in cui non si può viaggiare. A questa performance potranno partecipare i bambini di diverse nazionalità. Al momento i test li abbiamo fatti in italiano, catalano e spagnolo. A Novembre la performance parteciperà al Festival Temporada Alta di Girona e Salt, mentre a dicembre presenteremo il lavoro in italiano, nella settimana delle Residenze Digitali vincitrici del suddetto bando.”

Qual è il mito che meglio racconta questo 2020?

“Ti direi il mito di Aracne, ma non per la pandemia e l’incertezza, ma perché la rete sta prendendo una rilevanza assoluta”.

Olympus: Prometeo, è stato selezionato dal bando Residenze Digitali proposto da CapoTrave/Kilowatt, insieme ad Armunia, alla Cooperativa Anghiari Dance Hub, ad ATCL per Spazio Rossellini, in collaborazione con Regione Marche, Regione Toscana, Regione Lazio, MiBACT e alcuni Comuni del territorio. Il bando per le Residenze Digitali ha invitato la comunità artistica a esplorare le possibilità creative del digitale in un momento in cui l’attività del teatro si è repentinamente trasferita sul web e con esiti che spesso non hanno tenuto conto del contesto in cui si andava a intervenire. Oltre ad Agrupación Señor Serrano sono stati selezionati Nicola Galli con Genoma scenico | dispositivo digitale, Giselda Ranieri – Simone Pacini con Isadora – the Tik Tok dance project, Enchiridion con Shakespeare Showdown – With a Kiss Die, Umanesimo Artificiale di Filippo Rosati / Joana Chicau e Jonathan Reus con Anatomies of Intelligence e Illoco Teatro con il progetto K.

La settimana delle Residenze Digitali sarà dal 29 novembre al 6 dicembre; per esplorare i formati sviluppati, qui trovi i biglietti: https://www.liveticket.it/residenzedigitali

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