Assolutamente solo – uno spettacolo di trasformismo di e con David e Mario Batignani

di Irene Splendorini

L’ottava edizione di Kilowatt si apre con il debutto di David Batignani e Mario Batignani al chiostro di Santa Chiara a Sansepolcro con Assolutamente solo uno spettacolo da loro definito di trasformismo.
Le luci soffuse illuminano tre punti del palco, un microfono, una scatola magica e una strana figura ricoperta da un telo rosso bordeaux. Il Figlio cita “Lettera al padre” di Kafka, quasi un prologo per dare inizio al trasformismo. Il Figlio muta, anzi invecchia e diventa il Padre, stessi l’atteggiamento la postura, la magrezza. Ed ecco che padre e figlio sono la stessa persona, si alternano sul palco con un garbo che affascina, penetra lo spettatore e fa si che resti catturato dall’eleganza di ogni singolo movimento. David Batignani, da sempre appassionato dall’immediatezza del circo, diventa illusionista, si trasforma in padre: i due entrano ed escono dalla camera magica, ci confondono sulla loro identità, chi è chi?
Sono padre e figlio nella realtà, il Figlio attore, il Padre vetrinista. Se per tutto lo spettacolo si alternano sul palco senza mai poter vederli insieme, alla fine padre e figlio diventano una persona sola in un ballo che li trascina nello spazio, e si cullano, quasi si sorreggono l’uno con l’altro, con amore. A parte una certa macchinosità nell’illuminazione, che non andava “assolutamente sola”, controllata infatti dall’interno dai due interpreti, lo spettacolo dei due Batignani commuove perché mette a nudo l’universale rapporto tra padre e figlio. Essere l’uno o l’altro non ha importanza, i ruoli non hanno più senso quando si condivide un progetto comune.