Progetto Crisol

Un progetto di internazionalizzazione dei processi creativi
finanziato nell’ambito del programma Boarding Pass Plus 2° edizione
promosso dal MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo

Il progetto CRISOL – creative processes nasce con l’idea di ridisegnare l’approccio alle arti performative contemporanee, e alla danza in particolare, creando occasioni di incontro e di creazione condivisa tra artisti italiani e stranieri, favorendo lo scambio di pratiche, l’incontro tra saperi, discipline, tecniche e modalità di lavoro diversi, ridefinendo le pratiche abituali degli artisti e degli operatori coinvolti nel progetto e offrendo, attraverso processi di co-creazione, strumenti in grado di creare consapevolezza identitaria, coscienza collettiva e interculturale.

CRISOL, promosso da 7 strutture italiane e da 14 partner stranieri, intende promuovere e sostenere l’internazionalizzazione di giovani artisti e operatori italiani attraverso processi e percorsi basati su modalità innovative che rappresentino un reale contributo alla crescita professionale dei partecipanti e a un loro confronto e inserimento in uno scenario di cooperazione internazionale.

Nell’idea di un futuro destinato a superare i confini identitari – un futuro in cui il melting pot delle culture rappresenterà un arricchimento basato sulle differenze e sul pluralismo di identità – il progetto CRISOL – creative processes, finanziato nell’ambito del programma Boarding Pass Plus promosso dal MiBACT, nasce con l’obiettivo di intrecciare esperienze e processi creativi tra giovani artisti italiani e stranieri per generare un amalgama di formati in divenire.
Favorendo uno scambio di conoscenze, nel quale idee, culture e territori si fondono insieme come i metalli nel crogiolo, è possibile alimentare un circolo virtuoso che può dare vita a nuovi scenari di incontro e cooperazione.
CRISOL (crogiolo) è uno strumento per accedere a terreni e saperi sconosciuti o ritenuti distanti e per far emergere e assimilare nuove conoscenze artistiche, creando una rete di dialogo culturale tra l’Italia e altri Paesi che consenta agli artisti coinvolti di ampliare i propri orizzonti e internazionalizzare le loro ricerche e pratiche.

CRISOL è un progetto innovativo e ambizioso che propone l’apertura e il dialogo tra una rete nazionale e una serie di strutture e Festival internazionali: il rapporto e la mediazione tra la produzione italiana e quella estera nell’ambito delle arti performative contemporanee porterà a un intreccio di culture, esperienze e conoscenze capaci di trovare uno sviluppo e un’espansione comuni e condivisi.
Il progetto è mosso dall’esigenza di creare nuovi modelli culturali, basati non solo sulla conoscenza reciproca ma forti delle specificità del tessuto e del vissuto culturale e artistico di ognuno, bagaglio imprescindibile al servizio di una visione di futuro capace di innescare nuove creazioni e innestare feconde contaminazioni.

Il progetto CRISOL parte con il presupposto di ridisegnare l’approccio alle arti performative contemporanee, e alla danza in particolare, creando occasioni di incontro e di creazione condivisa tra artisti italiani e artisti stranieri e favorendo lo scambio di buone pratiche, l’incontro tra saperi, discipline, tecniche e modalità di lavoro diversi; ridefinendo le pratiche abituali degli artisti e degli operatori coinvolti nel progetto e offrendo, attraverso processi di co-creazione, strumenti in grado di creare consapevolezza identitaria, coscienza collettiva e interculturale.

Articolato in diverse fasi e promosso da una rete di 7 partner italiani e 14 internazionali (da Marocco, Tunisia, Senegal, Libano, Bulgaria, Armenia, India, Cina, Macao, Singapore, Corea) è un percorso di incontro, ricerca, accompagnamento artistico, produzione e circuitazione per autori giovani ed emergenti italiani e stranieri, oltre a essere un’esperienza formativa e di networking per giovani operatori under 35.

CRISOL si sviluppa in quattro diversi percorsi dedicati a quattro aree geografiche: Africa, Vicino Oriente, Oriente, Estremo Oriente. Ciascun itinerario, che coinvolgerà anche giovani operatori, è volto all’incontro, al dialogo, al lavoro condiviso tra artisti italiani e stranieri e costituisce un nucleo progettuale autonomo.
A ciascuna area geografica corrisponde un tema:

Africa – Comunità
Vicino Oriente – Tradizione
Oriente – Innovazione e tecnologia
Estremo Oriente – Forma

Fasi del progetto

· dicembre 2019
Firenze, creazione del network e costituzione del RTO, raggruppamento temporaneo di operatori italiani che realizza e sostiene il progetto

Percorso Africa

· 16–25 giugno
Senegal – residenza a Toubab Dialao presso l’École de Sable diretta da Germaine Acogny; restituzione a Dakar presso Centre Culturel Blaise Senghor – Senegal

· 25 giugno–4 luglio
Ravenna – residenza e 6 aperture al pubblico all’interno del Ravenna Festival

· 5 luglio
Arezzo – presentazione/anteprima del lavoro al Kilowatt Festival

· 26 agosto-4 settembre
Bologna – residenza e presentazione pubblica al Festival Danza Urbana (residenza 26 agosto–3 settembre, restituzione 4/5 settembre)

· 6-7 settembre
Ravenna – presentazione pubblica al Festival Ammutinamenti

· 9-10 settembre
Potenza – presentazione pubblica al Festival Città delle 100 scale

· 11-12 settembre
Ruvo di Puglia – presentazione pubblica al Talos Festival

· 13 settembre
Palermo – presentazione pubblica al Festival Conformazioni

· 26–31 ottobre
Tunisia – residenza, incontri, laboratorio e restituzione a Tatouine nell’ambito del Festival Theatrouine

Percorso Estremo Oriente

· 13-18 settembre
Cagliari – residenza

· 19-27 settembre
Firenze – residenza presso Villa Caruso Bellosguardo – Lastra a Signa

· 28 settembre-3 ottobre
Verbania – residenza

· 5-30 ottobre
Hong Kong, Singapore, Macao

 

Percorso Vicino Oriente

· 20-30 agosto
Libano – residenza presso la biblioteca dell’Istituto Francese di Beirut

· 1-13 settembre
Ruvo di Puglia – residenza e presentazione pubblica nell’ambito di Talos Festival

Percorso Oriente

· 2020–2021
Firenze, Bangalore, Seoul, Sansepolcro, altri da definire

* Le date indicate potranno subire variazioni in relazione all’evolversi della situazione italiana e internazionale e alle misure adottate dai diversi paesi coinvolti per contrastare la diffusione del Covid-19.

La comunità è un tema che ha assunto grande rilevanza nelle ricerche coreografiche europee di questi ultimi anni, perché sempre più la danza, come espressione artistica, sposta la sua funzione dalla rappresentazione alla relazione con un contesto, un territorio, una comunità, costruendo percorsi di senso, esperienze condivise in opposizione ai processi di omologazione e conformismo del villaggio globale della Rete e alla sovrapproduzioni di rappresentazioni, verosimili o no, che i dispositivi tecnologici hanno innescato.
Nel continente africano la danza è ancora oggi un’espressione collettiva viva, che appartiene a ciascuna comunità, influenzando e connotando i codici, le estetiche e le poetiche dei coreografi contemporanei.
Approfondire il tema della comunità da prospettive e culture differenti diventa un modo per comprendere meglio quale funzione assuma nel contesto storico attuale e indagare come l’arte coreica possa svolgere la funzione di connettore di una collettività al proprio territorio, alla propria storia e alla propria cultura.

Il percorso dedicato all’Africa coinvolge differenti partner esteri: l’Association MADA Theatre a Tataouine in Tunisia, On marche – Festival International de danse contemporaine e Cia Anania a Marrakech in Marocco, Dakar in Mouvement e 5th Dimension Company a Dakar in Senegal.
Insieme a questi partner è stato individuato il nucleo di artisti con il quale sviluppare il percorso attraverso periodi di residenza artistica in Italia, Tunisia e Senegal.
La coreografa italiana Irene Russolillo insieme al videomaker Luca Brinchi si confronteranno con gli artisti Mapate Sakho e Antoine Danfa del Senegal e Ilyes Triki della Tunisia in un percorso creativo attraverso l’elaborazione di metodologie e processi di creazione collettiva per confrontarsi sul tema della comunità con residenze creative, l’incontro con le comunità locali mediante momenti di apertura al pubblico della tappa di lavoro.
Nelle tappe in Italia CRISOL Africa si aprirà alla collaborazione con diverse altre realtà artistiche per creare maggiori opportunità di confronto e offrire occasioni di disseminazione di questa esperienza.
Gli artisti saranno seguiti nel percorso da un tutor che li accompagnerà nelle fasi di creazione e ricerca, alimentando il confronto tra loro e offrendo una continuità di sguardo. In ciascuna tappa di lavoro saranno presenti uno o più mentori, ovvero artisti, operatori, accademici o esperti, per offrire ai partecipanti una pluralità di sguardi e un approfondimento sul tema proposto o su aspetti specifici del processo di creazione.

Questo secondo percorso coinvolge il Vicino Oriente, un’area geografica connotata da civiltà millenarie, da una forte identità culturale e da tradizioni profondamente radicate nella società.
L’itinerario di questa prima edizione di CRISOL coinvolgerà soltanto il Libano (Maqamat/BIPOD, Beirut), ma a partire dalle prossime edizioni, unirà territori apparentemente disomogenei, con cui non mancano, però, forti connessioni storiche e culturali: Armenia (High Fest, Yerevan) e Bulgaria (One Foundation, Plovdiv).

In questo periodo storico, in cui i processi di globalizzazione economica determinano profondi cambiamenti sociali e culturali, l’attaccamento all’identità culturale e alle tradizioni è spesso il tentativo di difesa attuato da ciascuna comunità per contenere gli effetti delle trasformazioni in corso. L’osservazione di tradizioni artistiche altre è una straordinaria opportunità per entrare in contatto con la ricchezza delle differenze in opposizione all’omologazione culturale.

All’interno di questo percorso gli artisti Antonio Savoia (Italia) e Stephanie Kayal (Libano) condurranno insieme uno studio in cui analizzeranno il corpo come elemento primario di fronte alle lotte e alle contraddizioni, interne ed esterne, del proprio essere, scavando nelle necessità e negli impulsi che generano riti e tradizione collettivi radicati nelle nostre società.
Nel corso dei secoli, le cerimonie, le espressioni e le azioni di ogni comunità hanno avuto ognuna un’urgenza molto forte, la quale ha collegato e raccolto persone attorno ad essa. I rituali danzati della tradizione esistono perché le persone condividono una stessa necessità di celebrarli.
Il progetto attraversa quelle “celebrazioni” che il corpo intraprende come processo di guarigione da condizioni di sofferenza e come strumento di resilienza e di riposo temporaneo.
In altre parole, si ripensa alla danza e al corpo come una possibilità di esprimere le nostre urgenze ed eventualmente trovare un motivo condiviso per muoverci in una nuova comunità aperta.

Questo nucleo progettuale raggruppa alcune realtà culturali – Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore (India), Seoul Institute of the Arts a Seoul (Corea del Sud), il City Contemporary Dance Festival | CCDC e S.E.T.A. Sino-European Transcultural Agency di Hong Kong – ubicate in aree produttive ad alta innovazione tecnologica o vocate alla sperimentazione e applicazione di nuove tecnologie nei processi di creazione e produzione artistica.

In questi decenni il progresso tecnologico ha profondamente mutato le condizioni di vita di milioni di persone e i loro comportamenti sociali, aumentando le possibilità di interconnessione tra gli individui, amplificando la percezione e l’esperienza della realtà, smaterializzando i processi di trasmissione delle informazioni e delle opere intellettuali e artistiche.
In un mondo in cui il reale e il virtuale tendono a sovrapporsi e a confondersi, il corpo acquisisce una funzione sempre più rilevante. Per questo le sperimentazioni tra arti performative e nuove tecnologie inducono necessariamente a una maggiore consapevolezza dei processi e delle trasformazioni culturali e sociali in corso e aprono nuovi scenari alla creazione artistica.

In questo percorso, strutturato in alcune residenze creative collettive tra Seoul, Bangalore e Hong Kong nelle quali sperimentare le potenzialità creative delle nuove tecnologie, saranno coinvolti artisti italiani e artisti locali che lavoreranno insieme allo sviluppo di una opera collettiva, accompagnati da un tutor e da giovani operatori.

Tutte le discipline artistiche si sviluppano in maniera complessa, spinte da forze contrastanti e opposte, in una progressione irregolare la cui traiettoria può essere spiegata solo a posteriori.
Tra queste forze, la tensione tra innovazione e conservazione è un motivo ricorrente, dinamica al cui centro si trova la “Tradizione”: ciò che agli artisti è stato tramandato e che dovrebbero trasmettere; ma anche ciò di cui vogliono liberarsi, smantellare, demolire, riscoprire, reinterpretare, reinventare. Nel contesto della danza, è principalmente la “Forma” (anziché il “Contenuto”) a fungere da mezzo di trasmissione.
L’atteggiamento ambivalente rispetto a Tradizione e Forma presenta caratteristiche diverse in contesti (geograficamente, culturalmente, storicamente) diversi. Una stessa generazione di coreografi può ribellarsi alla Tradizione per motivi precisi in un dato momento, per poi invertire rotta e atteggiamento più avanti nella propria carriera. Coreografi di una specifica zona o background culturale possono difendere strenuamente una certa Forma per questioni identitarie, mentre altri possono sentirsi schiacciati o ostacolati da quella stessa forma.

Parte del progetto CRISOL, il workshop partecipativo Forma e Tradizione nella Danza Contemporanea riunisce artisti provenienti dall’Estremo Oriente e dall’Italia, invitati a una conversazione che prende Tradizione e Forma come punti di partenza per un dialogo transnazionale, consapevoli che questi due termini, pur essendo centrali in tutti i contesti, assumono significati, ruoli e influenze molto diversi in ciascuno di essi.
Invitiamo gli artisti a condividere la propria ricerca artistica e, allo stesso tempo, a contestualizzarla entro la propria formazione e il proprio background culturale al fine di produrre un “lessico condiviso” con cui poter dialogare. Come un prisma osservato da angolazioni diverse, il nostro obiettivo è avere una prospettiva più ampia su questi concetti chiave, allo scopo di arricchire il vocabolario artistico ed espressivo di tutti.
Questo primo passo costituirà la base per le fasi successive di CRISOL con l’obiettivo a lungo termine di individuare modalità di co-creazione originali, e produrre opere di danza contemporanea di respiro transnazionale, ma di grande rilevanza per il territorio di cui sono espressione.

LUCA BRINCHI Italia

Luca-Brinchi

Luca Brinchi inizia la sua attività in campo multimediale nel 2001, fondando, insieme ad altri cinque artisti provenienti da esperienze artistiche diverse, il collettivo artistico performativo santasangre. Fin da subito la sua ricerca si incentra sulla creazione di ambienti virtuali pensati appositamente per il progetto del momento. Quello che ha sempre contraddistinto il suo lavoro è la volontà di far attraversare l’immagine video dal linguaggio del corpo e del suono, trovando la possibilità di fusione tra queste espressioni. Le sue opere e collaborazioni hanno sempre avuto un carattere diverso e si sono sviluppate in ambiti artistici differenti, da spettacoli teatrali o di danza a opere liriche, a eventi per la moda e in gallerie di arte contemporanea.

ANTOINE DANFA Senegal

Antoine Danfa

Antoine Danfa si diploma nel 2014 all’École Nationale des Arts (ENA) di Dakar, dopo quattro anni di studio della danza moderna, tradizionale e classica. Parallelamente a questa formazione, nel 2008 entra come danzatore nella compagnia tradizionale BAKALAMA, lavora con compagnie di danza contemporanea e frequenta stage di composizione con Andreya Ouamba e presso l’École des Sable, diretta da Germaine Acogny. Con altri artisti crea un gruppo con cui partecipa a eventi in diversi paesi. Danza nella creazione Boujouman della Compagnie 5eme dimension, presentata al Marché des Arts Africains MASA 2020 ed è interprete nella pièce Performance D della Compagnie Fatou Cissé, sostenuta dal programma Résidanse dell’Institut Français di Parigi, andata in scena ai Rencontres Chorégraphiques de Marrakech 2020. Sempre nel 2020 crea il solo Rebondi di cui è anche interprete.

FRANCESCA FOSCARINI Italia

Gut-Gift_Francesca-Foscarini

Francesca Foscarini è danzatrice, coreografa e insegnante. Il suo percorso formativo è segnato dall’incontro con coreografi quali Iris Erez, Emio Greco, Roberto Castello, Nigel Charnock, Rachel Krische, Rosemary Butcher, Alessandro Sciarroni, Sara Wiktorowicz, Yasmeen Godder con i quali ha approfondito i linguaggi della danza contemporanea e dell’improvvisazione. Al centro della sua ricerca, la relazione tra fisicità e stati della mente, la presenza del performer in scena e la sua relazione con il pubblico. Il suo percorso autoriale comprende creazioni come KalshCantando sulle ossa (Premio Mas Danza, selezione Aerowaves), Grandmother (Premio Equlibrio per l’interprete), Gut Gift  creato con Yasmeen Godder, Vocazione all’Asimmetria (selezione Aerowaves), Good LackAnimale (Biennale Danza Venezia), Oro: L’arte di resistere, creato con Cosimo Lopalco e i danzatori di Dance Well – movimento e ricerca per Parkinson. Nel 2018 ha vinto il Premio Danza&Danza come coreografa emergente.

DANILA GAMBETTOLA Italia

Danila-Gambettola

Danila Gambettola è performer e designer. Terminata la formazione di ricerca performativa (PEPPC) al Forum Dança di Lisbona inizia un percorso autoriale creando i suoi primi lavori coreografici. Con il solo But if our room is dark at night è stata tra i finalisti di Dna Appunti Coreografici 2016 e ha debuttato al festival Fabbrica Europa 2018. Tra le sue creazioni anche Two Girls e il progetto Cam girl_series (Playlist). Attualmente sta conducendo ricerche su pratiche multidisciplinari che includono performance, danza, arte digitale, social media e installazione. Il suo interesse si rivolge verso un processo creativo basato sulla raccolta di note, appunti (testi, immagini, fotomontaggi, video, musica) per cercare di trovare una modalità per creare connessioni tra persone, oggetti, paesaggio e architettura attraverso tematiche come l’alienazione da social media, l’identità espressa attraverso gli oggetti e la moda, l’espressione dei sentimenti nella società contemporanea.

ER GAO Cina

Er_Gao

Danzatore e coreografo, Er Gao utilizza danza, film, installazione e altre strategie creative. Laureato all’Accademia per le arti dello spettacolo di Hong Kong, nel 2007 a Canton ha fondato l’ErGao Dance Production Group che lavora in particolare sul teatro danza, l’arte pubblica e l’educazione alla danza. Tra il 2008 e il 2012 è stato invitato a partecipare a progetti con compagnie di danza internazionali tra cui Rubatu Tanz (Germania), Angie Hiesl e Roland Kaiser (Germania), Limitrof Company (Francia), Emio Greco | PC (Olanda). Dal 2012 ha ricevuto commissioni da organizzazioni e festival internazionali tra cui Ibsen International (Norvegia), Hong Kong Arts Festival, Jumping Frames Dance Film Festival, Guangdong Modern Dance Festival, Guangdong Modern Dance Company, DPAC Dance Company (Malesia), Shanghai Ming Contemporary Art Museum.

ALBERT GARCIA Macao/Filippine

albert_garcia

Nato e cresciuto a Macao ma di origini filippine, Albert Garcia si è formato in teatro, danza, danza cinese e danza moderna presso PIA (Projectos Intervacao Artisticas) in Portogallo e presso Stella & Artists a Macao.
Ha iniziato giovanissimo a esibirsi lavorando come danzatore, attore, performer sui trampoli. Ha collaborato con numerosi coreografi e compagnie internazionali quali, tra gli altri, Hiroaki Umeda (Giappone) Jan Mollmer e Nir de Volff (Germania), Yang Zhen (Cina), Black Sand Theatre e Stella & Artists (Macao), Cargotopia e Amalgama Dance Company (Portogallo), MASSFX e N’IVOIRE QUE DU BLEU (Francia). Nel 2014 ha creato la sua prima coreografia, Nilalang, seguita da Four legs is good, two legs is better (2015), Made in Macao (2019), Artery (2020). Laureato in Comunicazione, attualmente sta ultimando il suo MFA in Dance performance a Taiwan.

GIUSEPPE VINCENT GIAMPINO Italia

Giuseppe-Vincent-Giampino

Giuseppe Vincent Giampino consegue il bachelor in coreografia presso S.N.D.O. School for New Dance Development – Amsterdam dove si confronta e collabora con coreografi e drammaturghi internazionali come Mårten Spångberg, Benoît Lachambre, Bruno Listopad, Keren Levi, Trajal Harrell e partecipa a festival e rassegne tra cui Spring Festival Utrecht, Ruhr Triennale, Something Raw Festival. Maker e performer, al momento il suo lavoro lo vede impegnato nel ridefinire l’organizzazione di un corpo e delle sue possibilità generative in relazione alle modalità compositive della danza, l’arte visiva, la cinematografia e la cultura pop. Nel 2018 la sua creazione Extended symmetry è stata selezionata dal Network Anticorpi XL per la Vetrina della giovane danza d’autore di Ravenna. Dal 2019 è artista sostenuto da TIR Danza.

GIOVANFRANCESCO GIANNINI Italia

Giovanfrancesco-Giannini

Giovanfrancesco Giannini, nato a Napoli nel 1990, si forma alla scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Collabora con diverse compagnie quali Aiep (Milano), Cie Eco (Parigi), Korper (Napoli), Alessandro Sciarroni, ZA danceworks. È assistente alle coreografie per Ariella Vidach nel progetto The Migrant School of Bodies vincitore del bando MigrArti (MIBAC).
Il suo progetto CLOUD/sharing the new intimacy è tra i vincitori del bando NAOcrea 18/19 di Aiep (Milano). Ha danzato per numerosi artisti tra cui Sang Jijia, Dimitris Papaioannou, Stefano Poda, Emilio Calcagno, Luca Veggetti, Mathilde Rosier, Dominique Dupuy, Ismael Ivo, Emanuela Tagliavia, Marco Baliani. Con i danzatori Fabio Novembrini e Valentina Zappa ha costituito il gruppo Melting Point con cui ha creato il progetto coreografico Memories.

ANINDITA GOSH India

Gosh_Anindita

Anindita Gosh ha studiato a lungo la danza indiana Kathak e si è diplomata all’Attakkalari Centre for Movement Arts di Bangalore. Dal 2011 fa parte dell’Attakkalari Repertory Company con cui ha danzato in numerosi contesti internazionali tra cui Europalia Festival (Belgio), National Ballet Centre (Francia), 4 days 4 plays Festival (Repubblica Ceca), TARI festival (Malesia), Ganges-Danube: Festival of India (Ungheria), Fabbrica Europa (Italia), Guizhou Dance Festival (Cina). Ha preso parte a Masala FX di Samir Akika, ISSHH(क) di Nicole Seiler, M di Inbal Oshman. Nel 2017 ha partecipato al progetto del British Council Mix The Body con la compagnia Wayne McGregor. Nel 2017 e nel 2018 in Corea ha danzato in HERE THERE di Ahn Aesoon. Nel 2019 è stata una delle danzatrici del progetto di Salvo Lombardo realizzato nell’ambito dell’Attakkalari India Biennial di Bangalore e ha partecipato a SHAK | WE della coreografa tedesca Annelie Andre all’interno del programma BangaloREsidency.

STEPHANIE KAJAL Libano

Stephanie-Kajal

Stephanie Kayal è una danzatrice, attrice e insegnante di danza che vive e lavora a Beirut. Ha conseguito una laurea in Teatro e un Master in Studi Teatrali presso l’Università del Libano.
Ha preso parte a numerose produzioni teatrali in Libano, Tunisia, Giordania, Egitto, Algeria, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Cile e ha collaborato con compagnie e coreografi quali Jorges Crecis e Samar King (Min Tala dance company), Ryan Jojokarso (Dox, Utrecht), Naohiko Umewaka, e con il gruppo Koon in una produzione del Theatre National Wallonie Bruxelles. Nel 2017 ha presentato una ricerca coreografica, intitolata Dar, al festival Dancing on the edge in Olanda. Nel 2020 ha ricevuto un finanziamento dal Al-Mawred Al-Thaqafy/Culture Resource per produrre Evidence of Things Not Seen, che era stato presentato come work in progress al Bipod festival di Beirut nel 2019. Il progetto è stato anche selezionato per il Sundance Theatre Lab 2020.

JEREH LEUNG Singapore

Jereh-Leung

Formatosi al SEAD di Salisburgo e al NAFA di Singapore, Jereh Leung ha lavorato con gli artisti singaporiani Bani Haykal, Choy Ka Fai, Daniel Kok, Eng Kai Er, Loo Zihan, Looi Wan Ping, Tang Ling Nah, Ah Hock e Peng Yu, DramaBox, Frontier Danceland, TheatreWorks e The Necessary Stage. A livello internazionale ha collaborato con Isabelle Schad (DE), Xavier Le Roy (FR/DE), Alexandra Pirici (ROU), Oleg Soulimenko (AT/ RUS), Matej Kejzar (BE/SI), Noa Zuk (IL), Ole Khamchanla (FR) e Wallie Wolfgruber (USA).
Il suo lavoro si basa su un’analisi e una riflessione votate a sovvertire le opinioni patriarcali. Attraverso l’utilizzo di media diversi (corpo, scultura e suono) crea paesaggi che richiedono una concentrazione di tempi incentrati e si posizionano come “veicolo di significato”. Attingendo a tropi filmici iconici e al surrealismo, indaga le strategie di negoziazione dell’autenticità dei ricordi personali, dell’interpretazione e della costruzione sociale.

NOEL PONG Hong Kong

Noel Pong

Noel Pong, dopo essersi diplomata in danza moderna alla Hong Kong Academy for Performing Arts, nel 1997 entra nella City Contemporary Dance Company – CCDC. Nei suoi lavori, dal segno assolutamente personale, unisce elementi coreografi e teatrali. Rainy Days and Mondays… (2006) è la sua prima coreografia per la CCDC, a cui sono seguiti A Walk on the Cloud (2006), He Loves and She Loves (2007), Crime Scene (2009), selezionato dal South China Morning Post come uno dei migliori spettacoli, Fairy Tales – To Be Continued (2010), Off Screen (2011), vincitore dell’Hong Kong Dance Awards 2012, Inside Out in Strip Teaser 2012, The Buying Game (2013) e The Buying Game 2.0 (2014), Happy Birthday? (2015), selezionato come “Best Dance Show” da HKELD, Leaving & Living in She Says, He Talks (2016). Nel 2008 il Jumping Frames International Dance Video Festival le ha commissionato un video basato su Rainy Days and Mondays….Noel Pong è anche cofondatrice dello Zero Zero Ensemble.

IRENE RUSSOLILLO Italia

Irene-Russolillo

Irene Russolillo crea e interpreta i suoi lavori a partire dal 2013. Nelle sue performance ibride, usa movimento, canto e scrittura per realizzare dei lavori la cui componente emotiva è sempre molto forte e la musica ha una grande presenza. I primi lavori che crea sono i soli Ebollizione, Strascichi e A loan. Nel 2016 crea The speech in collaborazione con Lisi Estaras dei Ballets C de la B, prodotto in seguito al Premio Speciale Equilibrio Roma, diretto da Sidi Larbi Cherkaoui nel 2014. Nello stesso anno riceve anche il premio come migliore interprete al concorso internazionale Masdanza alle Isole Canarie. Nel 2015, con l’artista visivo Davide Calvaresi, vince il Premio Prospettiva Danza con il progetto Map. Nel 2018 crea il suo primo lavoro per un trio di danzatrici This is your skin. Nel 2019 firma la coreografia di Mirrors, realizzato nell’ambito del programma Italia, Culture, Africa del Ministero degli Affari Esteri, collaborando, tra gli altri, con l’artista video Luca Brinchi e con il magazine culturale Griot. Il lavoro viene presentato ad Addis Abeba, Johannesburg e Dakar.

MAPATE SAKHO Senegal

Mapate-Sakho

Mapate Sakho si forma in danza classica, moderna, tradizionale e contemporanea all’École National des Beaux-Arts du Sénégal e partecipa a numerosi stage in cui approfondisce la danza jazz, la danza urbana e l’hip hop. Nel 2014-2015 partecipa al Concorso di Danza organizzato da Orange Sénégal. Successivamente prende alla Biennale de Dakar. Nel 2016-2017 concorre al Grand Concours Oscar des Vacances e al Concours Urbain Battle, organizzato da Tigo in partenariato con Télévision Future Média. Nel 2018, in Costa d’Avorio, partecipa a “L’Afrique a un Incroyable Talent”, versione per l’Africa francofona della celebre trasmissione televisiva inglese “Britain’s Got Talent”.

ANTONIO SAVOIA Italia

Antonio-Savoia

Antonio Savoia è autore, danzatore e performer. Nato a Brindisi, nel 2006 si trasferisce a Roma dove combina la ricerca sulla danza agli studi universitari di arte contemporanea. Nel 2015 partecipa alla Biennale College Danza di Venezia con Claudia Castellucci alla creazione di Esercitazioni Ritmiche e nel 2016 con Annamaria Ajmone a Imaginary gardens with a real toads in them. Nel 2016 si trasferisce Berlino dove frequenta il Dance Intensive Program presso Tanzfabrik. Nel 2017 crea il solo Quiet Night e cura il progetto coreografico Land of Us, presentati al festival Bits&Pieces presso Tanzfabrik. Nel 2018 è uno dei danzatori-autori del collettivo Edgar C e partecipa alla creazione di It used to be like that, presentato all’Alumni Tanz Berlin Festival e al Jubilee Week Showcase presso Tanzfabrik. Nel 2019 rientra in Puglia dove partecipa al percorso di formazione Libero Corpo Pro e presenta lo studio coreografico Batalo al festival Prospettiva Nevskij 2019 (Bisceglie). Dal 2019 danza in Genesi di Giulio De Leo per la Compagnia Menhir.

ARABELLA SCALISI Italia

Arabella-Scalisi

Arabella Scalisi, nata a Palermo, pratica ginnastica artistica agonistica fino ai 13 anni, quando scopre la danza. Nel 2007 ottiene una borsa di studio per lavorare a Modena con Alex Atzevi. Dopo aver frequentato il corso di perfezionamento del Modem Studio Atelier della Compagnia Zappalà Danza, inizia una collaborazione con la Compagnie di Cinzia Cona di Palermo con cui si esibisce in Italia e all’estero. Nel 2011 si trasferisce a Berlino dove si perfeziona con Frey Faust (Axis Syllabus), Renate Graziadei (Sasha Waltz and Guests), Jess Curtis (J.Curtis/Gravity), Rebecca Hilton, Britta Pudelko (Akram Khan), Hanna Hegenscheidt (Klein Technique). Collabora con importanti compagnie internazionali come Eastman di Sidi Larbi Cherkaoui, Introdans, Moto Armonico, MM Company, Cie /TranS/. In Italia partecipa a creazioni di Ariella Vidach Aiep, Company Blu, Compagnia Moto Armonico, Balletto Civile, Compagnia Muxarte.

STEFANIA TANSINI Italia

Stefania-Tansini

Dopo studi di ginnastica artistica e danza classica, nel 2014 Stefania Tansini si diploma come danzatrice presso la Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nello stesso anno partecipa allo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame Storia di Q e inizia a lavorare come danzatrice nelle produzioni di Simona Bertozzi. Collabora anche con Luca Veggetti e Ariella Vidach. Nel 2017 viene chiamata da Romeo Castellucci per prendere parte alla sua nuova produzione Democracy in America e nel 2018 al Flauto Magico, opera lirica con la regia di Castellucci e le coreografie di Cindy Van Acker. Spinta dal desiderio di intraprendere un percorso autoriale, crea la performance museale Linea Umana (2017), il progetto coreografico-installativo Questione di vita o di morte (2018) e il progetto video Ma Mère, Ma Mère, Ma Mère, in collaborazione con il fotografo Luca del Pia. A Kilowatt Festival 2019 ha debuttato con La grazia del terribile. Attualmente sta lavorando alla creazione Punti di ristoro.

ILYES TRIKI Tunisia

Ilyes-Triki

Ilyes Triki (Triki Boy) è un danzatore contemporaneo con un forte background di hip hop. Dal 2015 in poi ha fatto parte della Urban Culture Association di Sfax e del gruppo Urban Bboys / Urban Kidz e ha danzato per la Art Movement Company di Sfax e la Mouvma Dance Company di Tunisi. Ha partecipato a workshop di Hela Fattoumi, Terry Smith, Emilio Calcagno, Rosda Zangri, Pedro Pauleson, Imed Jemaa, Hamdi Dridi, Kais Chouibi, Pascal Beugree, Norio Auchida e altri. Dal 2018 fa parte del Ballet de l’Opera de Tunis e collabora con la Compagnie ECO di Parigi, diretta da Emilio Calcagno. Nel 2019 ha creato B.A.D., un solo che rappresenta un viaggio alla ricerca dell’equilibrio attraverso un itinerario che collega il corpo alla dimensione spazio-temporale e alle energie e alle connessioni umane che lo circondano.

Fondazione Fabbrica Europa, Firenze project leader

Fabbrica Europa è nata a Firenze con lo scopo di promuovere la produzione artistica contemporanea, sostenendo e sviluppando i suoi linguaggi più innovativi.
Dal 1994 realizza il festival multidisciplinare Fabbrica Europa, un’esperienza unica con artisti, compagnie e strutture internazionali che ha contribuito a creare una rete di collaborazioni che partendo da Firenze si è ampliata a livello europeo ed extra-europeo.
Oltre alle 26 edizioni del Festival, in cui ha indagato la scena performativa nazionale e internazionale, Fabbrica Europa negli anni ha realizzato numerosi progetti transnazionali per sperimentare modalità innovative di creazione e supporto alla produzione artistica, in particolare emergente.
Fabbrica Europa si è sempre focalizzata su due linee principali di azione: da un lato, portando a Firenze e in Toscana quanto di più interessante si muove sulla scena internazionale; dall’altro, favorendo l’internazionalizzazione di giovani artisti italiani coinvolgendoli, grazie alla sua rete di contatti e collaborazioni, in progetti di scambio, residenze e coproduzioni all’estero.

CapoTrave / Kilowatt, Sansepolcro

CapoTrave/Kilowatt è un’organizzazione culturale specializzata nelle pratiche di coinvolgimento degli spettatori che pone l’audience-development al centro delle sue attività. Dal 2014 guida, come project leader, il progetto europeo “Be SpectACTive!”, finanziato da Creative Europe. CapoTrave/Kilowatt gestisce il Centro di Residenza della Regione Toscana insieme ad Armunia e accoglie ogni anno oltre una ventina di residenze nazionali e internazionali. L’attività più nota dell’organizzazione è il progetto “Visionari” da cui è nato il network nazionale “L’Italia dei Visionari”, che ha visto la diffusione della pratica dei “Visionari” in altre 9 organizzazioni. “Visionari” è un processo di audience-engagement che prevede la condivisione della direzione artistica con un gruppo di spettatori attivi che selezionano, dopo un processo di visione, nove titoli per il cartellone di “Kilowatt Festival”, evento centrale dell’attività di CapoTrave/Kilowatt, ormai collocato tra gli appuntamenti estivi di maggiore interesse nazionale. I festival si dedica prevalentemente ai nuovi linguaggi della scena contemporanea e nel 2020 festeggia la sua 18° edizione.

Danza Urbana, Bologna

L’Associazione Culturale Danza Urbana opera da oltre venti anni nell’organizzazione di iniziative culturali e nella promozione della danza contemporanea in luoghi pubblici e spazi non-convenzionali. Promuove progetti a sostegno degli artisti del territorio e della coreografia emergente nazionale e internazionale. Dal 1997 organizza a Bologna “Danza Urbana – Festival Internazionale di Danza nei paesaggi urbani”, la prima manifestazione nata in Italia specificamente dedicata alla relazione tra coreografia e spazi urbani. Il Festival è stato parte del programma ufficiale di “Bologna 2000 . Città europea della Cultura” e di diversi progetti europei. Danza Urbana è attiva nella creazione e nello sviluppo di reti territoriali, nazionali e internazionali, fra queste: CQD – Ciudades Que Danzan, Anticorpi – Rete di Festival, Rassegne e Residenze creative dell’Emilia Romagna, h(abita)t – rete di spazi per la danza, Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers.

LIS LAB Performing Arts / CROSS Festival, Verbania

CROSS Project è il contenitore che raccoglie l’intera progettualità di LIS LAB. CROSS è un progetto che riunisce differenti attività di ricerca artistica, sviluppando produzione, formazione e promozione di progetti legati ai linguaggi performativi contemporanei, e che si articola in tre attività principali: CROSS Festival, che si sviluppa a Verbania e nella Provincia del VCO ed è incentrato sulla danza contemporanea internazionale; CROSS Residence, programma di residenze artistiche, che privilegia il rapporto tra creazione artistica e territorio e diventa strumento di sostegno alla produzione degli artisti finalisti del CROSS Award che svilupperanno i loro progetti in residenza; CROSS Award, premio internazionale, giunto alla V edizione e rivolto a opere prime nell’ambito delle arti performative, che ha l’obiettivo di stimolare l’indagine e l’espressione artistica di stili e generi differenti, valutando come fattori premiali le pratiche multi-linguaggio e la commistione di diverse tecniche.

Tersicorea / Med’Arte / Cortoindanza, Cagliari

L’Associazione Tersicorea nasce a Cagliari nel 1989 come centro permanente di formazione, diffusione e produzione della danza contemporanea e del teatro. Svolge prevalentemente l’attività di organizzazione di festival, rassegne e residenze artistiche. Dal 2008 porta avanti iniziative dedicate alla danza contemporanea, incentrate sulla mobilità degli artisti e sulla collaborazione in rete a livello internazionale, tra cui “Med’arte”, rete di dialogo artistico/culturale che riunisce 25 strutture italiane e internazionali con l’obiettivo di sostenere artisti emergenti ed eccellenze della scena nazionale e internazionale; il festival “Cortoindanza”, dedicato a coreografie in forma breve di giovani autori italiani e stranieri; la rassegna “Logos, un ponte verso l’Europa”, progetto che coniuga arte, spettacolo e memoria storica come strumento fondamentale per originali percorsi di creazione.

Muxarte / ConFormazioni Festival, Palermo

L’Associazione Muxarte, nata a Palermo nel 2004, opera da anni sul territorio siciliano e nazionale con l’obiettivo di di intercettare il delinearsi di nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo, presentando spettacoli, organizzando incontri e residenze artistiche, e puntando sull’internazionalizzazione degli artisti del territorio. Negli ultimi tre anni Muxarte ha sviluppato il progetto “ConFormazioni”, nato a Palermo ma che quest’anno ha preso la forma di festival itinerante in paesi e città delle nove province siciliane. Il Festival, diretto dal coreografo e danzatore Giuseppe Muscarello, nasce nel segno della divulgazione culturale e della formazione professionale, con la volontà di far emergere la Sicilia quale polo culturale anche nell’ambito della danza contemporanea.

Associazione Culturale Menhir, Ruvo di Puglia

L’Associazione Culturale Menhir, costituitasi nel 2009, nasce da un progetto artistico del danzatore e coreografo Giulio De Leo. Dal 2015 è parte di sistemaGaribaldi, network di soggetti culturali che abitano il Teatro Garibaldi di Bisceglie, dove, grazie alla collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, coordina “Prospettiva Nevskij”, short festival di danza contemporanea di Bisceglie che accoglie artisti italiani e internazionali, e “Libero Corpo”, progetto di formazione coreutica e promozione del pubblico. Dal 2017, con il sostegno della Regione Puglia, Menhir ha creato un’importante sezione di danza contemporanea per “Talos Festival” di Ruvo di Puglia, innovando lo storico contest internazionale di musica jazz e di sperimentazione, diventato così un festival multidisciplinare, caratterizzato da produzioni internazionali, attività di residenza e da una forte relazione con le comunità locali e con gli artisti ospiti.

La rete dei partner internazionali del progetto CRISOL si configura con un’ampia e variegata estensione geografica e culturale, nell’ottica di creare un confronto attivo tra  giovani artisti e operatori italiani e una serie di realtà artistiche e organizzative extra-europee.
Il partenariato include infatti 14 organizzazioni – da Marocco, Tunisia, Senegal, Libano, Bulgaria, Armenia, India, Hong Kong, Macao, Singapore, Cina e Corea – che sostengono la creatività emergente, lavorano abitualmente in rete e operano in una prospettiva internazionale, organizzando rassegne o festival dedicati alle arti performative contemporanee, ospitando residenze di creazione, portando avanti progetti di formazione artistica e promuovendo iniziative di audience development nei rispettivi territori.

On Marche International Festival of Contemporary dance
Marrakech / Marocco

Association MADA Théâtre de Tataouine
Tataouine / Tunisia

Cie 5e Dimension / Dakar en Mouvement
Dakar / Senegal

Maqamat / BIPOD – Beirut International Platform of Dance
Beirut / Libano

ONE Foundation for Culture and Arts /
ONE Dance Week
Plovdiv / Bulgaria

Armenian Actors Union / HIGH FEST
Yerevan / Armenia

Attakkalari Centre for Movement Arts
Bangalore / India

CCDC City Contemporary Dance Company
Hong Kong / Cina

S.E.T.A. Sino-European Transcreation Agency
Hong Kong / Cina

Stella & Artists
Macao

Dance Nucleus
Singapore

Seoul Institute of the Arts
Seoul / Corea

Duri Theatre
Seoul / Corea

BeijingDance/LDTX / Beijing Dance Festival
Pechino / Cina