I sogni, le favole, i film, gli spettacoli, mettono in moto i nostri desideri profondi e ci invitano a trasformarli nelle nostre imprese più stimolanti. Lo sostiene il filosofo tedesco Ernst Bloch che, tra il 1953 e il 1959, pubblica un libro di oltre 1.600 pagine intitolato “Il principio speranza”.

Bloch pensava che gli esseri umani ricorrono alla speranza – intesa come capacità di superare i limiti imposti dalla realtà – per andare oltre ciò che c’è già, per desiderare quello che ancora non c’è, ma che si può creare.

La speranza non è una cosa astratta, né l’attesa vaga di qualcosa che verrà da sé: è l’impulso per iniziare a costruire concretamente ogni nuovo progetto. Senza la speranza non ci sarebbe la realtà.

Kilowatt è l’occasione che creiamo ogni anno per esprimere i desideri e le visioni di una comunità, che ritroverà se stessa quanto più tornerà a sperare.

“Il principio speranza” è un invito e un augurio per il futuro: mettere l’immaginazione al posto della paura.

Lucia Franchi e Luca Ricci

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