kilowatt Festival 2007

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DOCUMENTO DI VISIONE 2007

I Fiancheggiatori dell’edizione 2007 di Kilowatt hanno incontrato i Visionari nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2007, a Sansepolcro.

L’obiettivo dell’incontro era produrre il presente Documento di visione che servisse sia come occasione per uno scambio di opinioni con i Visionari, sia come strumento di lavoro per le cinque compagnie ospitate nella “Selezione Visionari” del festival Kilowatt 2007.

Pur nella specificità delle opinioni personali di ciascuno, i Fiancheggiatori guardano con interesse alla valutazione che sembra sottesa al lavoro di selezione dei Visionari che, nella loro scelta di presentare al pubblico di Kilowatt cinque spettacoli così diversi tra loro, sembrano trovare nella differenza e nella particolarità dei percorsi di ogni compagnia, la caratteristica principale del panorama teatrale contemporaneo.

Nel lavoro di Claudia Galiazzo colpiscono l’uso scenico della propria emotività e la tensione di crescita di una danzatrice che sta cercando una propria specificità di movimento. Se tale caratteristiche saranno supportate da una chiarezza di costruzione coreografica e da un rigore espressivo che adesso sembrano mancare, il risultato del suo lavoro potrebbe diventare più interessante.

Nel lavoro della compagnia Malebolge si affrontano i temi del tumore e della malattia, partendo da un’urgenza intima e personale della regista e autrice Lucia Calamaro. Purtroppo, gli esiti scenici non corrispondono alle aspettative e mettono in risalto le fragilità drammaturgiche dell’operazione. Il principale elemento di interesse è la continua evocazione delle responsabilità dello spettatore compiuta dalle due figurine presenti sulla scena (le brave Benedetta Cesqui e Monica Mariotti). In prospettiva, potrebbe essere utile indirizzare la costruzione drammaturgia e registica verso una maggiore capacità di sintesi che nasca da una più precisa conoscenza delle proprie qualità.

“One reel” di Zaches Teatro è un lavoro dall’alto livello di comunicazione, molto ben curato nella presentazione visiva, benché di non assoluta originalità (evidenti i riferimenti a “Ristorante Immortale” dei berlinesi Flöz Production). Ciò che manca maggiormente è un nocciolo drammaturgico che tenga legate tra loro le intuizioni sceniche proposte allo spettatore. La ricerca figurativa di Zaches promette ottimi risultati se sarà sostenuta da una maggiore tensione degli autori – attori (Costanza Givone, Luana Gramigna e Samuele Mariotti) verso l’espressione di contenuti più urgenti.

La compagnia Muta Imago che ha proposto “(a + b)³” ha dimostrato di possedere una poetica già definita e ben articolata sia visivamente che sul piano emotivo. Il lavoro colpisce per la capacità di fondere narrazione personale e racconto collettivo, nonché di arricchire la ricerca figurativa con una proposta drammaturgica rigorosa ed efficace, che veicola emozioni forti che arrivano in modo diretto allo spettatore. La ritualità del gesto dei due interpreti e autori (Riccardo Fazi e Claudia Sorace) è il segno di come la compagnia abbia intelligentemente lavorato a limitare il campo di lavoro, facendo economia di segni, grazie a una corretta consapevolezza dei propri limiti che giova allo spettacolo nel suo complesso.

Infine, “Ad un passo dal cielo (W la mafia)” di e con Aldo Rapé della compagnia Primaquinta sembrasoffrire della stanchezza della narrazione come forma di espressione scenica. Lo spettacolo, che ha piccoli istanti di bellezza ed emozione, manca però di uno sguardo registico forte che aiuti l’unico attore in scena a trovare maggiori mobilità e ricchezza vocale per un esito più motivato, costruito con maggiore senso e densità anche sul piano drammaturgico.

I Fiancheggiatori 2007

Valeria Ottolenghi, Maria Paiato, Roberto Ricco, Giuseppe Romanetti, Rodolfo Sacchettini, Luca Scarlini