KILOWATT TUTTO L'ANNO 2013-2014
IL PROGRAMMA

Kilowatt tutto l’anno 2013/2014

Dopo dieci anni di attività nella città di Sansepolcro, finalmente CapoTrave/Kilowatt ha trovato una casa stabile, a partire dalla quale inizia a svolgere un’attività continuativa durante tutto l’anno. E’ un risultato prezioso che ci aiuterà a creare un dialogo ancora più stretto con tutto quel pubblico – adesso numeroso – che si è formato in questi dieci anni, si fida di noi e ci segue.
Un motivo d’orgoglio  è aver fissato questa nostra Residenza negli spazi teatrali della ex Misericordia, un luogo prezioso per la città, per il quale Piero della Francesca dipinse il celebre “Polittico della Misericordia” che qui fu conservato per oltre 400 anni e adesso si trova al Museo Civico.
Il nostro programma comincia a dicembre 2013 con una quattro-giorni di spettacoli teatrali e di danza contemporanea, molti dei quali sono parte del progetto ministeriale “Teatri del Tempo Presente” di cui CapoTrave/Kilowatt è Soggetto Attuatore per conto della Regione Toscana (www.teatrideltempopresente.it). Si prosegue poi fino a maggio 2014, con residenze creative e ospitalità, per un totale di oltre 20 appuntamenti tra prove aperte e spettacoli in programma.
Inoltre, inizia un progetto nuovo e affascinante “Il Centro della Visione, per un’accademia dello spettatore”, ideato e organizzato assieme all’associazione Laboratori Permanenti, con la direzione scientifica di Piergiorgio Giacché. Si tratta di una serie di moduli formativi, aperti a tutti, all’interno dei quali si avrà la possibilità di incontrare artisti e pensatori del panorama culturale nazionale, per imparare le tecniche della complessa e affascinante arte di essere spettatori.

Sosta Palmizi/Giorgio Rossi “Primo studio sulla felicità Phainomai”

giovedi 12 dicembre ore 19:00

Sosta Palmizi/ Giogio Rossi
PRIMO STUDIO SULLA FELICITÀ  Phainomai
ideazione e direzione artistica Giorgio Rossi
autori e interpreti Mariella Celia, Eleonora Chicchini, Olimpia Fortuni, Gennaro lauro, Silvia Mai, Francesco Manenti, Daria Menichetti, Fabio Pagano, Sveva Scognamiglio, Valerio Sirna, Cinzia Sità, Cecilia Ventriglia

“E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa, ne avremmo l’emozione quasi sconcertante di vedere che cosa c’è felice cade”
(R. M. Rilke “Elegie Duinesi”)

PHAINOMAI  [ϕαίνομαι]  dal greco antico “io appaio, mi mostro”. Genericamente in filosofia indica “ciò che appare, che quindi può non corrispondere all’oggettività e che si manifesta ed è conoscibile tramite i sensi”. Da sempre l’uomo utilizza immagini per comunicare. Prima ancora di sviluppare un linguaggio verbale ha dipinto, adornato e tatuato il proprio corpo per identificare un ruolo, un’intenzione, un contenuto.

Ognuno di noi, infatti, prima ancora di comunicare con la parola si mostra, appare.

La nostra condizione di esseri umani ci porta alla spasmodica ricerca della felicità. Siamo colti continuamente dal desiderio di esserci, da una volontà di partecipare ad un ordine più ampio. L’aspirazione, la contraddittorietà dell’uomo e la sua volubilità lo distinguono dal regno animale, lo spingono a confrontarsi costantemente con i propri limiti.

Considerando la felicità come uno stato d’animo, che può scaturire dal sentire la vita istante per istante, in una dimensione corporea consensuale, possiamo riconoscere la mistificazione delle logiche di mercato, legato al consumo e al possesso, che relegano la felicità a una dimensione virtuale e fittizia.

In questo periodo di studio sulla felicità sono emerse due istanze essenziali: condividere e accettare i nostri limiti con ironia. Semplicemente danzare, creando la possibilità di  dare a sé stessi e agli altri qualcosa che si avvicini ala felicità, pur non avendo la pretesa di darne una rappresentazione esaustiva.

Guardo il mare correre fuori da questo finestrino
il sole in stop-motion, le nuvole in cammino
quello che sembra lontano spesso è molto vicino
siamo noi gli unici artefici del nostro destino (…)
Svuoto la mia mente nel respiro delle cose
metto la testa fuori, voglio sentire il vento
Tu credi davvero che questa sia la felicità?
io ci credo e sono serio nella mia semplicità (…)
(Olimpia e Matteo Fortuni)

 www.sostapalmizi.it

EmmeA’Teatro “Schiavi in mano!”

giovedi 12 dicembre ore 21:00

EmmeA’ Teatro
SCHIAVI IN MANO!
hai per caso visto il mio lavoro?
di Norma Angelini e Fabio Monti
Produzione EmmeA’ Teatro
in collaborazione con Kilowatt Festival
ed il contributo della Regione Toscana
con Fabio Monti
video Norma Angelini
luci e audio Crisitano Caria

un monologo tragicomico tutti in coro
Menzione Speciale Premio Storie di Lavoro 2011

EPIGRAFICO

Il teatro è un’arte che deve aiutare a vivere. Cercare qualcosa da celebrare insieme al pubblico, che dia coraggio, che restituisca dignità allo sguardo degli spettatori, che ricordi agli esseri umani di essere umani. Lavorare alla ricerca della verità, della bellezza, dell’arguzia dell’intelligenza, della verità dell’ uomo, del senso della vita, della gioia di esserci, nonostante l’ingiustizia e il dolore del mondo.  EmmeA’ Teatro

Il tema è il lavoro. Il lavoro. Cioè la vita.
Il centro dello spettacolo è infatti la vita di tutte quelle persone che a seguito della Crisi si sono ritrovate da un giorno all’altro senza paghe, senza prospettive, senza dignità. Proprio la dignità del lavoro smarrita è per noi il ponte necessario che dalla vicenda degli innumerevoli martiri delle rapine in livrea ci sbalza in alto, a parlare del mondo intero, della crisi economica, della crisi finanziaria, e in ultimo, dato che facciamo teatro e al fondo questo ci interessa, dello smembramento del valore della dignità umana che tutto ciò presuppone e produce, in una spirale che sembra non volersi arrestare. E siccome crediamo nel Teatro, e crediamo nell’Uomo, non eludiamo la domanda principale:Perché è successo tutto questo? Così, nello spettacolo cerchiamo qualcosa di emblematico, per tutti: la dignità della persona e la dignità del lavoro sono fratelli gemelli, hanno sangue in comune, e si tengono tra loro.

Affatto ovvio come pensiero, nel 2013. E i risultati si vedono. Come teatranti, comunque, è la vita che ci interessa, sopra tutto. In questi drammi, oltre la politica, oltre l’economia, oltre la Storia, è il valore della vita che cerchiamo di celebrare, risalendo dai fatti più spiccioli e dalla ricostruzione di vite e avvenimenti, fino ai valori spirituali che sono a nostro avviso propri del teatro e dell’etica. Con uno stile programmaticamente tragicomico.

EmmeA’ Teatro è una compagnia siculo – toscana nata nel 2004 in residenza presso Castiglion Fiorentino (Arezzo). E’ formata da Norma Angelini, scenografa e coautrice, presidente dell’ associazione, e Fabio Monti, coautore, attore e regista, direttore artistico della compagnia. La sua ricerca tra musica e teatro spazia dalle culture orali e scritte meridionali allo stretto rapporto con la realtà contemporanea. La compagnia è stata coprodotta da Armunia Festival, La Città del Teatro di Cascina, Teatro Studio di Scandicci e collabora con Fondazione Toscana Spettacolo. Dal 2013-2014 la compagnia collaborerà con la Compagnia MusellaMazzarelli, prendendone in carico tutte le produzioni, e con la compagnia francese Theatre de l’Arc-en-Terre di Massimo Schuster, con la quale avrà inizio la coproduzione di uno spettacolo tratto da Il re di Girgenti di Andrea Camilleri, con debutto previsto nella primavera 2014. Nel 2007 gli viene assegnato il Premio Pino Veneziano e il Premio Vigata come Migliore Attore.

www.emmeateatro.com

Il Centro della Visione – 13/14/15 dicembre 2013

Il 13 dicembre prende il via un nuovo progetto chiamato “Il Centro della Visione, per un’accademia dello spettatore”.

Si tratta di una tre-giorni che apre un progetto triennale destinato a chiunque intenda approfondire la propria passione di spettatore teatrale, ma anche a tutti coloro che, a scopo professionale, vogliano apprendere strumenti teorici e pratici legati alla lettura dell’opera d’arte, le cui declinazioni possono comprendere attività di promozione e comunicazione, nonché l’insegnamento e le varie branchie della creatività.

Questo primo modulo si concluderà domenica 15 dicembre alle ore 13.

Il titolo di questo primo appuntamento è “Il Natale della Visione” e in programma c’è una relazione introduttiva di Piergiorgio Giacché, antropologo teatrale, che illustrerà le linee del progetto triennale, c’è un incontro con il prof. Giancarlo Gaeta, storico del cristianesimo, che terrà una conferenza proprio di fronte a “La Resurrezione” di Piero della Francesca, c’è la visione di quattro spettacoli teatrali, ci sono due incontri con giovani compagnie teatrali del progetto “Teatri del Tempo Presente” (Mara Cassiani, Pathosformel e Collettivo Nada/Interno 5) e, infine, c’è un’escursione all’eremo francescano di Monte Casale, perché il progetto vuole indagare anche le modalità di visione del paesaggio, relazionandosi con il bellissimo territorio della Valtiberina Toscana.

La partecipazione a questo primo modulo è completamente gratuita (escluso l’accesso ai quattro spettacoli che hanno un costo totale di 20 euro), ma è necessario iscriversi preventivamente scrivendo a organizzazione@kilowattfestival.it oppure telefonano al 349.8650250. È obbligatoria la frequentazione dell’intero programma di attività, come sotto riportato.

Gli altri tre moduli che completeranno l’annualità 2013-2014 si terranno da ven. 4 a dom. 6 aprile (con l’attore e regista Mario Perrotta), da ven. 2 a dom. 4 maggio 2014 (con lo sceneggiatore Stefano Rulli), e da ven. 18 a dom. 20 luglio (con il regista Pippo Del Bono). Il costo d’iscrizione a ogni modulo è di 60 euro (compreso l’ingresso agli spettacoli, esclusi i pasti e/o l’eventuale alloggio), il costo complessivo dei 3 moduli è di 120 euro.

Il progetto è ideato da CapoTrave/Kilowatt e da Laboratori Permanenti, con la direzione scientifica di Piergiorgio Giacché

PROGRAMMA PRIMO MODULO: 13-15 DICEMBRE 2013

Venerdì 13 dicembre 2013

18:00 inaugurazione de Il Centro della Visione, con la relazione introduttiva di Piergiorgio Giacché.
21.00 spettacolo Mara Cassiani “L’Uomo Perfetto” (all’interno del progetto Teatri del Tempo Presente)
21:45 spettacolo 7-8 Chili “Hand Play” (all’interno del progetto Teatri del Tempo Presente)

Sabato 14 dicembre 2013

10:00 escursione all’eremo francescano di MonteCasale
15:00 incontro con l’artista Mara Cassiani
17:00 Lectio magistralis di Giancarlo Gaeta di fronte a “La Resurrezione” di Piero della Francesca
21:00 spettacolo Pathosformel “T.E.R.R.Y.” (all’interno del progetto Teatri del Tempo Presente)
22:30 spettacolo Collettivo Nada/Interno 5 “NEFES/Respiro” (all’interno del progetto Teatri del Tempo Presente)

Domenica 15 dicembre 2013

10:00 incontro con le compagnie Pathosformel e Collettivo Nada/Interno 5

13:00 conclusione dei lavori

Mara Cassiani “L’uomo perfetto”

Venerdi 13 dicembre ore 21:00

Mara Cassiani
L’UOMO PERFETTO 

ideazione e coreografia Mara Cassiani
interpreti Mara Cassiani, Francesco Vecchi, Egidio Egidi, Roberta Mattei
interprete alla videocamera Alessandra Giampaoli
produzione Inteatro, in collaborazione con AMAT

L’Uomo Perfetto si ispira, rielaborandolo, all’omonimo cortometraggio del danese Jorgen Leth, Det perfekte Menneske, e alle sue variazioni elaborate nel 2001 da Leth e Lars Von Trier.
In scena un set televisivo: una voce e delle immagini ci descrivono “l’essere umano perfetto”.
L’uomo perfetto viene osservato nella sua funzionalità e nel suo esistere.
Uno sguardo sulla commedia dell’umanità e su cosa sia per l’uomo, l’essere umano perfetto.

MARA CASSIANI è regista e coreografa attiva nella danza e nella performance. Ha realizzato: Ten ways to kill an egg (performance biografica, V^Arte Laguna International Art Prize, Arsenale di Venezia 2011), UNO SU UNO (VI^ Arte Laguna International Art Prize, Arsenale di Venezia 2012 e selezione Vetrina della Giovane Danza d’autore, Rete anticorpi XL, Ravenna 2013). Dal 2011 ha creato Daddy’n Me (selezione Vetrina della giovane danza d’autore, rete Anticorpi XL , Ravenna 2011), You and Me and Everywhere insieme all’illustratrice Mara Cerri (Premiere Santarcangelo dei Teatri 2012), TRA$HX$$$ (Premiere Drodesera, Centrale Fies 2013) e L’Uomo Perfetto (Premiere Inteatro Festival, Polverigi 2013 e nell’ambito di Teatri del tempo Presente a cura del MIBAC, Direzione generale per lo spettacolo dal vivo e delle Regioni). Dal 2010 fa parte della piattaforma Matilde dell’Amat e Regione Marche per le nuove realtà teatrali marchigiane. Dal 2012 il centro Inteatro di Polverigi ospita la compagnia per residenze creative, ha prodotto e si occupa della distribuzione de L’uomo perfetto.

www.maracassiani.com  |  www.inteatro.it

7-8 Chili “Hand play”

Venerdi 13 dicembre ore 21:45

7-8 chili
HAND PLAY

ideazione e coreografia Davide Calvaresi

interpreti Davide CalvaresiGiulia Capriotti
osservazione Valeria Colonnella
produzione Inteatro, in collaborazione con AMAT

Hand Play è la tappa finale di un percorso visivo portato avanti dalla compagnia 7-8 chili che riflette sulla dimensione relazionale tra un uomo e una donna.
L’idea centrale è il dialogo tra una figura in scena e la proiezione di una mano gigante, un dialogo tra due mondi, tra due visioni, tra due personaggi che interagiscono a due dimensioni.
Il gioco di immagini è visibile solo attraverso una proiezione video che svela le crudeli dinamiche del rapporto di coppia.

7-8 CHILI Contenitore di identità mutevoli e specifiche che si muovono nello spazio e nel tempo, ricercando nel percorso eventuali traiettorie creative. Nel 2012 lo spettacolo Replay partecipa all’ 8° Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia nell’ambito di MARATHON OF THE UNEXPECTED, poi finalista del Premio Equilibrio Roma per la danza  contemporanea, sotto la direzione artistica di Sidi Larbi Cherkaoui. Con gli spettacoli Replay e Display, 7-8 chili è ospite del network Anticorpi XL, il più importante network indipendente italiano dedicato alla giovane danza d’autore.
Tra i sui lavori passati ricordiamo Ossi di seppia e Piano con il quale il gruppo riceve la menzione speciale al Premio Scenario Infanzia 2010. Dal 2009 aderisce al progetto Matilde, piattaforma regionale per la nuova  scena marchigiana, in collaborazione con Regione Marche, Assessorato ai Beni e  Attività Culturali e Amat; dal 2013 collabora con il Centro Inteatro di Polverigi, che ha prodotto e si occupa della distribuzione di Hand Play.

www.7-8chili.it   |  www.inteatro.it

Pathosformel “T.E.R.R.Y.”

sabato 14 dicembre ore 21:00

Pathosformel
T.E.R.R.Y.

di Daniel Blanga-Gubbay, Paola Villani

con la collaborazione di Michele Bazzana (T.E.R.R.Y.) e Lucia Ferroni (T.E.R.R.Y#2)
e con Giuseppe Scibilia

produzione pathosformel
coproduzione Centrale Fies, Hotel Pro Forma (Copenhagen), Santarcangelo .12 .13 .14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza
con il sostegno di PACT Zollverein Essen, Workspace Brussels
in collaborazione con L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino (Rimini),
Uovo (Milano), APAP Network. pathosformel fa parte del progetto Fies Factory

Vabbe’, ma essere furbi significa sfruttare al meglio ciò che si ha, mica significa essere disonesti. Si può dire che abbia dei valori discutibili, che abbia poca etica, ma non che sia disonesta.
Daddy must be sooooo proud of you.
[tratto dai commenti di utenti youtube, al video http://www.youtube.com/watch?v=ehusOyLWgA8]

Questo progetto prende avvio da una riflessione di Terry De Nicolò, escort italiana che nel 2011 rilascia un’intervista ad un programma RAI. Quattro minuti che, come un flash, fotografano per un istante il mondo; quattro minuti sezionati per diventare base di ciò che vorremmo ancora dire.
C’è chi definirebbe questo tempo descritto da Terry, l’ora dei rapporti brutali, il tempo di una naturale lotta per la sopravvivenza trasformatasi in una determinazione senza regole, del mito di un successo insaziobile che giustifica ogni altra considerazione.

Così, in un momento in cui non si fa altro che parlare di immaginare un altro mondo possibile, ci siamo chiesti se a questo mondo, saremmo in fondo davvero in grado di saper rinunciare. Perché forse questa volta, prima di cominciare a immaginare un altro mondo possibile, potremmo prima chiederci se è veramente possibile immaginarlo.
T.E.R.R.Y. nasce da tre esperimenti indipendenti sul senso innato di competizione: tre elementi che vivono sulla sottile soglia tra lotta per la sopravvivenza e determinazione senza regole; tre esperimenti che, tra l’inumano e l’umano, ruotano attorno alla domanda “esiste in fondo l’arrivismo in natura?”, intrecciandosi infine come tracce nel lavoro finale.

T.E.R.R.Y. è uno spettacolo in cui un’immagine inanimata e vegetale traccia le infinite sfumature di una tensione tra competizione e cooperazione funzionale. È l’invenzione di un sistema scientifico in cui le regole meccaniche siano in grado di parlare delle dinamiche umane e con cui la presenza e il movimento del corpo umano finisce per interagire.
Diverse fonti di luce si accendono alternativamente in scena. Ad ogni nuova configurazione, un movimento scomposto di piante attraversa lo spazio. E in questo spazio in movimento, quattro bambini interagiscono nella rimodellazione delle regole di un gioco a noi inizialmente ingnoto. Quello spazio libero che protrebbe – o no – esistere e distaccarsi al di là delle regole violente della natura.

pathosformel è un progetto artistico portato avanti da Daniel Blanga-Gubbay e Paola Villani e nato nel 2007 nell’intenzione di ripensare la presenza del corpo in scena. In questi anni pathosformel ha presentato i seguenti lavori: La timidezza delle ossa (Menzione Premio Scenario 2007, Premio UBU speciale 2008), VoltaLa più piccola distanza (Premio UBU speciale 2008, Iceberg Prize 2009), La prima periferiaAlcune primavera cadono d’invernoAn afternoon love. Queste produzioni sono state presentate negli ultimi anni nei maggiori contesti italiani ed europei, tra i quail: ICA – Institut for Contemporary Art (London); Centrale FIES (DRO, Trento) Les Brigittines (Brussels); Grec Festival (Barcelona), VIE festival Modena, Musée d’Art Contemporaine de la Ville de Toulon; Noorderzon (Gröningen); Santarcangelo International festival of the arts, Uovo performing art festival (Milano); VEO Valencia Escena Obierta; FimP (Oporto); Kino Bosna (Sarajevo); Tanzfabrik (Berlin); Hotel Pro Forma (Copenhagen); Teatro Stabile di Torino; Clipa Adumà (Tel Aviv); MUSEION (Bolzano); Auditorium Parco della Musica (Rome).
pathosformel ha ricevuto il Premio speciale UBU 2008. Dal 2007 le attività di pathosformel sono supportate da Centrale Fies, centro di performing arts per la produzione e promozione di giovani artisti italiani all’interno del progetto Fies Factory. Dal 2011 pathosformel è, assieme ad altri 15 artisti europei, parte di Apap, rete di produzione e sostegno quinquennale di giovani artisti.

www.pathosformel.org

Collettivo Nada/Interno 5 “NEFES/Respiro”

sabato 14 dicembre ore 22:30

Collettivo Nada / Interno 5
NEFES/Respiro
Every Human being is an Artist

regia e coreografia di Antonello Tudisco

assistente alla regia Domenico Ingenito
danzatori Luca CacciapuotiLuisa MemmolaManolo PerazziGiuseppe Paolicelli,Elisabetta ViolanteTommasso Serratore

produzione Collettivo Nada / Interno 5

“Fatti non foste a viver come bruti […]“

NEFES è parte di un progetto biennale sull’opera artistica di Joseph Beuys.
Ogni uomo è un artista è l’ espressione che definisce il concetto di arte legato strettamente all’impegno creativo, che deve e può essere di ognuno, e che è in grado di modellare la nostra esistenza e il mondo in cui viviamo. NEFES affronta il confine tra l’uomo e l’arte che diventa elemento primario e dunque vitale come il respiro, per superare il limite della quotidianità e permettere di “non viver come bruti”. Un gruppo di individui che si ritrova in un dato spazio e tempo, costruiscono, attraverso azioni quotidiane, un rapporto dialettico con lo spettatore che si riconosce nell’atto creativo senza che egli viva un senso di spaesamento. La prima messinscena intitolata Sussurri traeva spunto dall’opera intitolata TERREMOTO, questa seconda tappa approfondisce maggiormente il concetto di Aktionen al centro del pensiero e dell’opera dell’artista tedesco.

Collettivo NaDa nasce nel 2010 da un gruppo di giovani artisti e performers guidati dal coreografo Antonello Tudisco, cofondatore di Interno 5, associazione che si occupa dell’ organizzazione e produzione di spettacoli e di eventi di teatro e danza, organizza e dirige il Festival Internazionale dell’Attore, il Festival Movimentale, l’E45 Napoli Fringe Festival, gestisce lo spazio START di Napoli e coproduce i lavori del collettivo.

Negli ultimi anni Collettivo NaDa ha dato vita ai seguenti progetti:
Sebastiano | studio e per un linguaggio, progetto presentato alla prima edizione di ‘Marathon if unexpected’ della Biennale Danza di Venezia (giugno 2010);
In.Co – studio, prima apertura al pubblico, Nuovo Teatro Nuovo a Napoli (marzo 2011);
Re-Live Finki, progetto di residenza del PVC- dance group/Theater Freiburg;
Sussurri_la voce del corpo, debutto a novembre 2012 al teatro Galleria Toledo di Napoli, ispirato alll’opera di Joseph Beuys, selezionato per una residenza allo spazio PIM OFF di Milano;
Move_on_Baroque, progetto in collaborazione con la compagnia Lo_Giudice dance company di NewCastle-UK in co-produzione con DanceCity-NewCastle, debutto al Dance Base di Edimburgo ad agosto 2013 e repliche a NewCastle e Londra.

www.interno5teatro.it

CodedUomo/Daniele Ninarello “Rock Rose Wow”

Domenica 15 dicembre ore 16:30

CodedUomo/Daniele Ninarello
ROCK ROSE WOW
performance di danza contemporanea e di ricerca

concept e coreografia di Daniele Ninarello

performance Annamaria AjmoneMarta Ciàppina e Daniele Ninarello
drammaturgia di Carlotta Scioldo
musiche di Mauro Casappa
set di Paolomatteo Patrucco
disegno luci di Cristian Perria
organizzazione Irene Di Chiaro

coproduttori Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee (Firenze) / Lavanderia a Vapore, centro di eccellenza per la danza di Collegno (Torino) / Balletto dell’Esperia (Torino) / Mosaico Danza (Torino) / Electa Creative Arts (Teramo)

Rock Rose è il momento in cui mi sento perfetto.
Rock Rose è ciò che di me ti colpisce.
Rock Rose è il peggio di me.
Rock Rose è il demone dell’ego.
Rock Rose è la fragile bellezza dell’innocenza.
Rock Rose è il dramma ridicolo.
Rock Rose è il meglio di me.
Rock Rose è il bambino che gioca a fare il dottore.
Rock Rose è la bambina che mette le scarpe della mamma.
Rock Rose è disperato bisogno di credere in quello che facciamo.
Rock Rose è il tentativo di non essere dimenticati.
Rock Rose è il gioco di tre bambini che attendono l’applauso.
Rock Rose è il momento di gloria.

INTORNO AL TEMA DI UNA REALIZZAZIONE PERSONALE

Rock Rose WoW tenta di scolpire il profilo di tre distinti corpi che “eccedono” verso il proprio “ego” facendo tutto ciò che possono. In mostra silenziose rivoluzioni volontariamente spogliate di pathos romantico e dietro le quali si celano, come sostegno invisibile, le pieghe grottesche dell’animo umano. Il gioco è leggero e candido. Analizzando da diverse prospettive il tema della corsa alla realizzazione del sé, riflettiamo sulle molteplici personalità che si formano in noi, tutte differenti, e sulle infinite potenzialità sigillate e perse nel tempo. Il tentativo è di indagare questo territorio per tradurre nel corpo e sulla scena il “tutto ciò che posso”, dove il corpo si duplica, triplica per raccontare la fragile bellezza e le tracce di una caduta innocenza, celate dietro la necessità di essere importanti, riconosciuti qui ed ora, lasciando affiorare il timore di non esistere negli occhi di chi osserva.

Rock Rose è un fiore che in natura tende ad aprire e chiudere la sua corolla molto velocemente evocando sensazioni di instabilità e perdita di controllo tipiche degli stati di panico. L’uso di Rock Rose permette di convertire la paura in coraggio ed il panico in capacità di razionalizzare le situazioni.

Daniele Ninarello è attivo sul territorio nazionale dal 2008 come autore ed interprete.
 Nel 2010 fonda l’Associazione Culturale Mansize con la quale coproduce alcuni dei suoi ultimi lavori, e si dedica alla divulgazione delle discipline di danza contemporanea attraverso corsi e laboratori sulla ricerca del movimento e coreografica.
 Oggi la struttura diventa l’Associazione CodedUomo e si presenta con un organico rinnovato, all’interno del quale collaborano artisti e organizzatori.

www.cargocollective.com/danieleninarello

Leonardo Diana “Save the world”

Venerdi 24 gennaio ore 21:00

SAVE THE WORLD
prova aperta al termine della residenza dal 16 a 24 gennaio

di Collettivo Clak – Teatro Contagi
ideazione e interpretazione Leonardo Diana
musiche e montaggi video Andrea Serrapiglio
grafica e animazioni Ronnie Orroz
disegno luci Mario Bacciottini
scenografia Leonardo Diana
produzione Versiliadanza
In collaborazione con Teatro Cantiere Florida / Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione e Kilowatt Festival

«Save the world»: una formula-emblema dei nostri giorni, che dal campo dell’ecologia è passata a quello della lotta contro le multinazionali, contro la mafia, contro gli abusi di ogni genere, ed è divenuta persino titolo di numerose canzoni… Una formula a volte abusata (se non stereotipata), che lo spettacolo «Save the world» intende riportare al suo originario significato di rispetto del mondo di cui siamo parte, e senza il quale non potremo essere. Lo fa con ironia, con quella paradossale comicità da cui scaturisce il riso e, per contrasto, l’interrogativo amaro su quale sia il confine di azione e inter-azione tra l’uomo e la Natura, o se quel limite non sia già stato superato.
Siamo alla fine del XXI sec., devastazione e desolazione regnano ovunque, le forme di vita sono scomparse. Ma ecco apparire un uomo, uno dei pochi superstiti, colui che ha distrutto tutto ma ora tutto ricostruirà. È il nuovo supereroe che tutto può e che deve non chiedere mai… Eppure questo supereroe muscoloso si muove impacciato, sembra quasi la controfigura di se stesso, cerca ma non trova, quindi cade, si riprende, e lotta: lotta furiosamente interagendo con un mondo tutto virtuale, da cui dovrebbe rinascere la Natura, ma che rimane solo uno sfondo disegnato… un buco nel cielo di carta da cui non trapassa il sole.

Tra gli insegnanti di Leonardo Diana: Angela Torriani Evangelisti, Simona Bucci, Paolo Mereu, Charlotte Zerbey, Alessandro Certini, Jacqueline Davenport, Susan Barnet e Eugenio Scigliano. Ha inoltre partecipato a laboratori di Franco Di Francescantonio, Gabriella Bartolomei, Carolyn Carlson, Susanne Linke, Richard Haisma, Julien Hamilton, Micha Van Hoecke, Beatrice Libonati e Tanya Khabarova.
Per cinque anni segue un corso di perfezionamento per danzatori contemporanei, tecnica Nikolais, diretto da Simona Bucci e Paolo Mereu e studia tecnica release e contact improvvisation con Charlotte Zerbey e Alessandro Certini. Dal 2003 lavora come danzatore con l’Associazione Versiliadanza di Angela Torriani Evangelisti. Nell’estate 2004 prende parte allo spettacolo prodotto da Versiliadanza “Assaggi di Potere – Macht Das Was?”, coreografie di Susanne Linke. Nello stesso anno presenta una videoperformance all’inaugurazione del nuovo centro d’arte contemporanea Quarter di Firenze. Nel 2005 si diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2007 inizia la collaborazione con i musicisti AirChamber3 con i quali mettono in scena il suo primo assolo “Verso la Luce” nell’ambito di Moving_Movimento, un progetto di Fabbrica Europa, spettacolo che presenta in vari festival, sia in Italia sia all’estero. Nel 2008 collabora, come danzatore, con Versiliadanza a una coproduzione con la compagnia Small Theatre di Yerevan (Armenia) mettendo in scena lo spettacolo “Seven Senses”.
Nel 2009 lavora come danzatore nella compagnia del Teatro stabile di Bremen, in Germania, sotto la direzione artistica del coreografo Urs Dietrich prendendo parte allo spettacolo “Dividendo”, con le coreografie dello stesso e alla produzione dello spettacolo “Double lives”, coreografie di Tero Saarinen.
Dal 2004 fa anche parte della compagnia di Teatro di Figura “Porte Girevoli” diretta da Claudio Cinelli con cui mette in scena vari spettacoli in Italia e all’estero.
Nel 2011 viene selezionato come finalista del Premio Equilibrio per la nuova danza d’autore col suo nuovo progetto coreografico “E l’Uomo creò se stesso”.

www.leonardodiana.com

Aldes/Roberto Castello “Quattro studi”

Sabato 25 gennaio, ore 21:00

Aldes / Roberto Castello
QUATTRO STUDI

Progetto, regia e coreografia Roberto Castello
interpreti Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Giselda Ranieri, Irene Russolillo
elaborazioni musicali Roberto Castello + AAVV
produzione ALDES
con il sostegno di MINISTERO per i Beni e le Attività Culturali / Direz. Generale per lo spettacolo dal vivo,
REGIONE TOSCANA / Sistema Regionale dello Spettacolo

“Quattro studi” è una piccola produzione in work in progress per 4 interpreti dal vago sapore cinematografico all’interno della quale si dipanano un intreccio di relazioni e una successione di accadimenti che, pur senza mai generare storie completamente strutturate, delineano una serie di contesti narrativamente coinvolgenti all’interno dei quali trovano posto riflessioni e osservazioni sui meccanismi di produzione del senso e sul senso del vivere e del fare.
I riferimenti al cinema e alla letteratura non commerciali sono molteplici, soprattutto per quanto riguarda l’intento di non mutuare stilemi dal già esistente, al fine di trovare una forma specifica per questo lavoro.
Una forma lontana sia dagli stereotipi che mirano a rassicurare chi non vuole fare lo sforzo di andare oltre l’ovvio, sia dai non meno futili ammiccamenti alle mode della ‘contemporaneità’.

ALDES è una associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione.
I progetti ALDES sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere.

Oltre a proseguire la collaborazione con il suo fondatore Roberto Castello, con Ambra Senatore (dal 2004) e con Stefano Questorio (dal 2000), ALDES dal 2011 collabora con Francesca Foscarini (Premio Equilibrio 2013 – miglior interprete, già interprete per R. Castello dal 2000), il gruppo foscarini:nardin:dagostin (Francesca Foscarini, Marco D’Agostin e Giorgia Nardin, interpreti e autori del progetto Spic & Span (Premio Speciale Scenario 2011), dal 2013 inizia la collaborazione con Claudia Caldarano (Premio Artù 2012), Irene Russolillo (finalista GD’A Puglia 2012) e Caterina Basso (in ALDES dal 2007 in veste di danzatrice e coautrice di alcuni progetti).

A partire dal 2008 ALDES cura il progetto SPAM! rete per le arti contemporanee nella provincia di Lucca (www.spamweb.it), realizzato nell’ambito del ‘Patto Riassetto Sistema Teatrale della Toscana’.

http://www.aldesweb.org

Zaches Teatro “Pinocchio”

Venerdi 21 febbraio, ore 21:00

Zaches Teatro
PINOCCHIO
prova aperta al termine della residenza dal 13 al 21 febbraio

PINOCCHIO
(prova aperta al termine della residenza)

Regia e drammaturgia: Luana Gramegna
Scene, luci, costumi, maschere e pupazzi: Francesco Givone
Musiche originali e progetto sonoro: Stefano Ciardi
Performers: Alice De Marchi, Enrica Zampetti
Collaborazione alla drammaturgia: Enrica Zampetti
Tecnico del suono: Dylan Lorimer
in co-produzione con La Città del Teatro di Cascina
con il sostegno di Regione Toscana Kilowatt Festival

Il progetto nasce dalla volontà di recuperare la storia originale di Pinocchio così come Collodi la diede alle stampe nel 1883. L’intento è quello di ritrovare quella forza originale del testo che nel tempo si è perduta, quell’atmosfera un po’ polverosa e usurata, ma anche cruda e ironica.

Dopo una prima fase di lavoro in Russia, che ha visto la creazione di uno spettacolo per ragazzi in co-produzione con il Teatro delle Marionette di Ekaterinburg, Zaches Teatro torna a confrontarsi con il testo di Collodi per una nuova fase del progetto, in co-produzione con la Città del Teatro di Cascina ed il sostegno di Kilowatt Festival.

Il lavoro si concentrerà sul linguaggio e le tecniche del teatro di figura, con particolare attenzione all’uso della maschera, ma si misurerà contemporaneamente con altri linguaggi artistici, propri dell’estetica e della poetica della compagnia, quali la danza contemporanea e il suono elettronico live.

In principio furono folgorazioni. Fu il vedere spettacoli di gruppi russi come Akhè o Derevo che ci spinse a decidere di creare una compagnia. Gravitavamo intorno al quel cumulo di euforia e senso d’onnipotenza che era Jack&Joe Theatre, disperso tra le colline ma incredibilmente vivo nella provincia fiorentina, forse l’unico momento degli ultimi anni florenziani in cui un luogo teatrale è stato davvero un luogo condiviso, fervido di novità e presenze propositive. Tutto, infondo, nacque da lì, già dal 2004. Ma la compagnia venne dopo, quando nel 2006 si propose a noi il progetto di un lavoro su Beckett. Gli Zaches prepararono il materiale di lavoro durante un anno, attraverso ricerche sulla maschera e il movimento, improvvisazioni e musica intuendo la direzione del lavoro senza conoscerla. Poi, come sciamano siberiano, scendeva talvolta dai ghiacci nordici Aleksey Markuschev (Derevo), e tra le sue mani di burattinaio, tutto si trasformava. One Reel è stato il primo lavoro di Zaches Teatro.

http://www.zaches.it

Madamé Rebiné “Il paziente”

Sabato 22 febbraio, ore 21:00

Madame Rebiné
IL PAZIENTE

sceneggiatura Madame Rebiné
con Andrea Brunetto | Massimo Pederzoli | Alessio Pollutri
sguardo esteriore Didier Pons | Ferruccio Merisi
realizzazione delle illusioni magiche Jérôme e Gregory Montealegre [Animagie]
costumi Ines Artusi
scenografia Sarah Aillet
videopriezioni Alessandro Martinello
luci centro teatrale MaMiMò
visual Laura Fanelli

partners Mix Art Mirys Toulouse, La conserverie Beaumont de Lomagne, La Grainerie Toulouse, Region Midi-Pyrenée, Envie d’agir, Scuola sperimentale dell’attore Pordenone, Animagie Toulouse, Centre des arts du cirque Balthazar Montpellier, centro teatrale MaMiMò, Tam teatro

Il paziente è una commedia circense in cui una drammaturgia lineare è al servizio di ricerche espressive più sperimentali. Questa definizione è stata dettata dalla forte influenza della commedia all’italiana nella sceneggiatura.
Un genere che si è messo in luce nel cinema del novecento e che ha come particolarità l’unione sottile di comicità e poesia.
Per raggiungere questa alchimia è stato scelto un tema grave come la malattia e si è cercato di renderlo più reale possibile grazie all’utilizzo di una maschera in lattice per il vecchio, a delle illusioni magiche per le operazioni chirurgiche, a una video proiezione per la colonscopia, alla scenografia ospedaliera e all’estremo rispetto con cui si è trattato l’argomento.
Tutto ciò è stato contrastato da uno stile teatrale grottesco che si nutre della commedia dell’arte e del teatro corporeo, dalle molte ricerche circensi che amplificano nel corpo l’emozione (come nel caso del vecchio che lotta contro la malattia arrampicandosi sulle corde del trapezio, del dottore che usa le sue clave come marionette per addolcire la morte del vecchio e dell’infermiera che arriva all’apice della sua emozione in un’esplosiva danza sensuale) e inserendo degli elementi decalati che trasportano la storia ai limiti del sogno (come la scelta d’utilizzare dei fiori nell’intestino per la malattia).
L’obiettivo della compagnia è quello di trovare la poesia e il ridicolo in temi e situazioni che difficilmente lo permetterebbero. Grazie ad azioni del genere è possibile condividere un senso dell’humour più profondo che aiuti a rimettersi in discussione prendendosi meno sul serio e cercando di convivere con i propri limiti senza mai perdere la speranza e la coscienza dalla vita.

La compagnia Madame Rebiné nasce a Torino nel 2007 tra le mura della scuola di circo Flic.
In seguito ai due anni di formazione Andrea Brunetto, Max Pederzoli e Alessio Pollutri si sono uniti nella creazione di Biancaneve (2007) e Why not?! (2008) due spettacoli di teatro di strada da cui sono scaturite le prime tournéé della compagnia. Negli anni successivi i percorsi si sono separati tra Le lido (Toulouse), Balthazar (Montpellier), Le Katakomben (Berlino) e la Scuola sperimentale dell’attore (Pordenone) nella ricerca di formazioni approfondite che sono culminate nel 2011 con la creazione della commedia circense Il paziente (per teatro) e il Cabaré Madame Rebiné.
Dopo questi anni di ricerca espressiva la compagnia ha iniziato a individuare i propri obiettivi e gli elementi che la caratterizzano.
Madame Rebiné racconta storie impregnate di una profonda coscienza ironica che gli permette di giocare con i limiti dell’essere umano senza mai mancargli di rispetto.
Convinta che le più grandi libertà nascano dall’accettazione dei propri limiti ha fatto della risata il proprio logo e della poesia lo strumento con cui trasmettere la sua piena fiducia in tutto ciò che di bello c’è nel mondo.

www.madamerebine.com

CapoTrave + Alessandro Roja “Misterman”

Sabato 15 marzo ore 21:00
e domenica 16 marzo ore 18:00

CapoTrave
MISTERMAN

di Enda Walsh
traduzione di Lucia Franchi
con Alessandro Roja
scena Katia Titolo
musiche originali ed effetti sonori Antonello Lanteri
voci off di Daria De Florian, Irene Splendorini
e di Veronica Cruciani, Giordano De Plano, Andrea Di Casa Federica Festa, Lucia Franchi, Francesco Montanari, Alessandro Riceci
organizzazione Laura Caruso
regia Luca Ricci
prodotto da Pierfrancesco Pisani
con il sostegno di Regione Toscana

La passione, l’impegno, la tenacia, la convinzione.
Alcune persone si dedicano completamente a una missione.
Sono estremi, assoluti, limpidi, inattaccabili.
Sono bellissimi.
Mandano avanti Paesi disastrati e corruttibili come il nostro.
Alle volte, però, la loro ostinazione diventa pericolosa.
È sottile il confine tra costanza e mania.
Qui si indaga il punto di rottura.

LA VICENDA
L’ambigua ricostruzione dei fatti di un giorno catastrofico nell’esistenza di Thomas Magill, trentatreenne per il quale realtà e immaginazione sono profondamente intrecciate. Il ricordo di una decina di incontri tra Thomas e altrettanti abitanti del villaggio di Inishfree danno vita al racconto corale di una cittadina dell’Irlanda rurale di oggi, mentre si fa strada un oscuro presentimento di tragedia.

IL TESTO, LA TRADUZIONE, LA VERSIONE ITALIANA
Storico successo del drammaturgo irlandese Enda Walsh, mai rappresentato in Italia. Basato su una scrittura esuberante e selvaggia, il testo è tradotto da Lucia Franchi, fondatrice e drammaturga della compagnia CapoTrave.
Se nella versione originale il ruolo di Thomas è stato interpretato dall’attore cinematografico Cillian Murphy (il malvagio spaventapasseri di “Batman begins” e l’adolescente transgender di “Breakfast on Pluto”), in quella italiana tocca ad Alessandro Roja il compito di incarnare questo angelo vendicatore, terribile ritratto di innocenza che si trasforma in tossica follia.
Alessandro Roja – già protagonista di un precedente lavoro teatrale di CapoTrave, “I supermaschi”, del 2007 – si è rivelato al grande pubblico con il ruolo del “Dandi” nel fortunato “Romanzo Criminale – la serie” (2008-2010).

CapoTrave è una compagnia teatrale fondata da Mirco Ferrara, Enzo Fontana, Lucia Franchi e Luca Ricci. Il gruppo è nato nel gennaio 2003, e dal 2009 ha sede a Sansepolcro (Ar), attualmente presso gli spazi teatrali della ex Misericordia.
Dalla sua fondazione, CapoTrave è stata riconosciuta e sostenuta dalla Regione Toscana, prima tra le giovani compagnie più interessanti del panorama regionale, poi, dal 2010, tra le 30 principali compagnie sostenute tramite la tabella di finanziamento biennale nel settore ”Compagnie di Prosa”, in seguito, dal 2013, all’interno delle”Residenze Teatrali”.
Nel corso della sua attività decennale, CapoTrave ha ideato e organizzato “Kilowatt: l’energia della scena contemporanea” (Premio Ubu 2010), uno dei più importanti festival italiani dedicato ai nuovi linguaggi della scena contemporanea, ha gestito per quattro anni (2005-2009) il Teatro Comunale Giovanni Papini di Pieve Santo Stefano, ha collaborato per quattro anni (2004-2007) con Arezzo Wave, poi Italia Wave, nell’organizzazione degli eventi teatrali all’interno del festival.
Dal 2003 al 2013 CapoTrave ha aderito alla Rete Teatrale Aretina e nel 2010 ha collaborato alla fondazione di CReSCo (www.progettocresco.it).
Una parte dell’attività di CapoTrave è localizzata su Roma dove, tra le altre cose, nel 2004 ha ideato la rassegna “300 Km a Nord. Nuova scena Toscana a Roma”, presso il Rialto Santambrogio. Sempre a Roma, dal 2005 al 2007, la compagnia ha tenuto un laboratorio teatrale interculturale presso l’Università Popolare; dal 2006 CapoTrave ha spostato nella capitale la propria attività di produzione, a partire dall’allestimento de “I supermaschi“, e poi di “Robinsonade” (2008), del site specific ”Messaggi in bottiglia” (2009) e di “Virus” (2010). Le ultime produzioni della compagnia sono “Nel bosco” e”Misterman“, entrambe del 2012.

www.capotrave.com

Helen Cerina “Iperrealismi”

venerdi 28 marzo, ore 21:00

Helen Cerina
IPERREALISMI
prova aperta al termine della residenza dal 20 al 28 marzo

di Helen Cerina
costumi Valentina Ragni e Helen Cerina
realizzato con il sostegno di Amat, Inteatro, Kilowatt Festival

Ci vuole un alto livello di prodezza e virtuosismo tecnico per simulare la realtà. Ecco l’idea: riprendere con la videocamera persone anonime in situazioni pubbliche e riprodurre i loro movimenti in altri luoghi e in teatro.
Chissà se ora ci sono due persone che stanno compiendo esattamente lo stesso gesto nello stesso momento? Magari uno dei due sta aspettando l’autobus sotto la neve e l’altro sta parlando al telefono nel suo salotto, il loro gesto è identico ma il significato è diverso.

Ecco il risultato: la danza.
Attraverso l’esaltazione dei dettagli il soggetto viene messo a fuoco e LUI/LEI NON È MAI STATO/A COSÌ VIVO/A, COSÌ UMANO/A COME LO È ORA NEI NOSTRI CORPI SU QUESTO PALCO.

Helen Cerina è dedita alla disciplina coreografica intesa come la pratica di mettere in relazione elementi e indagare le relazioni stesse, il suo campo d’azione dalla danza sfocia anche in altre forme d’arte e attività. Si diploma in Cinema d’Animazione all’ISA di Urbino e si Laurea in Teatro-Danza al Trinity Laban College di Londra. Nel 2007 è borsista al Dancewebeurope di Vienna. Nel 2009 nel progetto Choreoroam:-Operaestate Festival Veneto/CSC – Regione Veneto-The Place di Londra-Dansateliers di Rotterdam-Dansescenen Copenhagen-Paso a-2/Certamen Coreogràfico de Madrid – Dance Week Festival/Zagreb Dance Center. E’ stata artista residente presso Reiss Arti Performative, Torino, Daghdha Dance Company, Irlanda e ora ad Inteatro, Polverigi. Nel 2008-2011-2012 partecipa alla Vetrina della Giovane Danza d’Autore di Ravenna. Nel 2010 vince il premio Nuove Sensibilità con Dulcis in pomerio. Da quattro edizioni collabora col Festival Nottenera, nelle ultime due come docente di movimento nel progetto NotteNera Junior. Crea Du Liebst mich zu viel che viene mostrato a NID prima vetrina nazionale della danza e altri Festival. Con lo studio Iperrealismi partecipa ai concorsi Game 2012 e Nextwork 2013. Dal 2008 porta avanti una ricerca sulla percezione sensoriale a partire dal danzare senza vedere, intitolata How. Studia alla Biennale College Danza 2013 nel progetto Trasmissioni di Virgilio Sieni. Helen fa parte della piattaforma Matilde, un progetto della regione Marche e Amat.

www.helencerina.altervista.org

I Sacchi di Sabbia “Il ritorno degli ultracorpi e altri pezzi brevi”

sabato 29 marzo, ore 21:00

I Sacchi di Sabbia
IL RITORNO DEGLI ULTRACORPI E ALTRI PEZZI BREVI

scrittura Giovanni Guerrieri
libri Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci
produzione I Sacchi di Sabbia in co-produzione con Armunia
con la collaborazione del Festival internazionale di Andria Castel dei Mondi e con il sostegno della Regione Toscana

Una subdola invasione aliena è in corso; semi di origine extraterrestre piovono sulla Terra e si rivelano in grado di duplicare, per poi sostituirli durante il sonno. Ma i sosia, incubati in enormi baccelloni, mancano di anima, di umanità.
Rileggendo questo plot, ci siamo accorti della sua profonda parentela con il teatro: il tema del doppio, dei sosia, non è forse antico quanto il mondo? Quanti autori importanti vi hanno edificato i loro drammi? Menandro, Plauto, Shakespeare, i Comici dell’Arte, Moliére, Goldoni, Von Kleist, solo per dirne alcuni…
Questo famoso topos di fantascienza è da un lato per noi l’occasione di una “riconciliazione” con la tradizione teatrale, con la commedia in senso arcaico, quella dei carnevali, delle feste dei folli, dei riti di propiziazione; dall’altro – prendendo a pretesto l’idea dei sostituiti – è l’occasione di pensare un uomo del futuro.
Il passato e il presente, la commedia antica e la fantascienza, vecchie tecniche di teatro e misteri spaziali, si fondono nello sforzo di dar luogo ad altre forme del reale.
Forse l’utopia non può che essere imparentata con il Carnevale.

A Il ritorno degli Ultracorpi (durata circa 30’), faremo seguire alcune brevi scene di genere: una prima apertura dei lavori sui nuovi percorsi della compagnia.

I Sacchi di Sabbia nascono a Pisa nel 1995.
Negli anni la Compagnia si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea.
In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro di I Sacchi di Sabbia ha finito per concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica), nella ricerca di luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio in cui l’evento spettacolare è posto.

2000 PREMIO ETI IL DEBUTTO DI AMLETO: per la misurata ironia, per l’equilibrio tra gli attori nella riappropriazione di un immaginario in bilico tra sacro e profano.
2001 PREMIO ETI IL DEBUTTO DI AMLETO: a conferma di un’attitudine che coniuga presenza attoriale e drammaturgia di testo e di spazio, restituendo dignità  e nuova linfa alla migliore tradizione del teatro di strada.
2003 NOMINATION PREMIO UBU: per il loro intreccio di ironia, storia e metafisica.
2008 PREMIO SPECIALE UBU: I Sacchi di Sabbia, per il complesso di un’attività caratteristica dalla vivacità di una scrittura condotta con freschezza creativa e irridente, giunta con Sandokan o la fine dell’avventura a un nuovo capitolo di una ricerca sincera, lunga e appassionata.
2011 PREMIO DELLA CRITICA: Con i Sacchi di Sabbia ogni spettacolo è una magnifica sorpresa: così anche il Don Giovanni, una rigorosa partitura da Mozart, cantata “a cappella”, una scelta di brani ritmati di suoni e gesti musicali, una soluzione sorprendente, capace d’incantare per la qualità , la grande intelligenza, la coinvolgente energia corale, e insieme divertire, facendo sorridere e ridere per le soluzioni inattese, le azioni interne al gruppo, astratte e surreali.
Impossibile definire I Sacchi di Sabbia – un gruppo toscano, formatosi a Pisa nel 1995 – chiuderli in una poetica data, circoscritta, motivo guida resta la loro creatività  multiforme, originale schioppettante, con produzioni spesso godibili a più livelli, ragazzi e adulti insieme.
Costante il bisogno di mettersi alla prova in forme nuove, affrontare ricerche, immaginare diverse soluzioni per spazi, materiali, tematiche: sempre con rigore, profondità  e leggerezza. Tante le produzioni di pregio che hanno saputo meritare alti riconoscimenti.
Esilarante Sandokan, con Salgari in un miscuglio reale, concreto di verdure, uno spettacolo che non a caso si apre con i noti versi shakespeariani sul potere dell’immaginazione. Un lavoro d’artigianato che conquista altre/alte dimensioni: speciale poesia per esempio, indimenticabile, Essedice, un dialogo profondo, altamente teatrale, con il grande autore di fumetti Gipi e l’essenziale tema del tempo. Ed ora Mozart, questo stupefacente Don Giovanni.

www.sacchidisabbia.com

Centro della Visione / da venerdi 4 a domenica 6 aprile 2014

Il secondo appuntamento prevede la presenza del drammaturgo, attore e regista Mario Perrotta.
A partire dallo spettacolo Un bès. Antonio Ligabue che sarà in scena venerdì 4 aprile, gli iscritti potranno dialogare con Perrotta entrando nel suo laboratorio creativo, “smontando” il processo di costruzione del suo spettacolo e riflettendo in maniera collettiva sui processi di visione dello spettatore.
Il programma prevede anche l’incontro con un critico d’arte per un approfondimento sull’opera pittorica di Antonio Ligabue e sull’arte naif in generale, nonché la visione e l’analisi dello sceneggiato Ligabue prodotto dalla Rai nel 1978, diretto da Salvatore Nocita, con Flavio Bucci.
La tutor che coordinerà la tre-giorni è Claudia Cannella, direttrice di Hystrio, la più qualificata rivista nazionale dedicata al teatro.

Partecipa all’incontro Luca Torelli, direttore del Museo Ligabue di Gualtieri.

Costo dell’iscrizione a questo specifico modulo: € 60,00
Costo dell’iscrizione ai tre moduli del primo anno (Perrotta+Rulli+Del Bono): € 120,00

Mario Perrotta “Un bès. Antonio Ligabue”

venerdi 4 aprile, ore 21:00

Mario Perrotta
UN BES. ANTONIO LIGABUE

Un bès – Antonio Ligabue / Progetto Ligabue primo movimento
uno spettacolo di Mario Perrotta

progetto in collaborazione con
Teatro Sociale di Gualtieri / Comune di Gualtieri / Festival internazionale di Arzo (Svizzera) / Associazione Olinda / Centro Teatrale MaMiMò / Ars – Creazioni e Spettacolo / dueL / Compagnia DéZir (Belgio) / Fondazione Archivio Diaristico Nazionale / Sinapsia

collaborazione alla regia Paola Roscioli 
collaborazione alla ricerca Riccardo Paterlini
foto Luigi Burroni 
organizzazione Stefano Salerno

“Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi”

Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, Neanche uno. Mai.
Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai.
E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada.
Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo, intanto, lo elemosinava.
Voglio stare anch’io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori.

www.marioperrotta.com

Francesca Foscarini – Sara Wiktorowicz “Once upon a time”

Venerdi 25 aprile ore 21:00

Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz
ONCE UPON A TIME
prova aperta al termine della residenza dal 15 al 25 aprile

un progetto in tre parti di Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz
ideazione e regia video Dinanda Luttikhedde
Co-produzione Fondazione Fabbrica Europa, Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Kilowatt Festival, Fondazione Teatro Comunale di Vicenza
in collaborazione con Arteven, Van Associazione Culturale
con il sostegno di Trasparenze

Nel progetto Trilogy la ricerca si sviluppa a partire dalla figura della nonna. Donna che è stata nel suo passato: bambina, ragazza, madre ed infine, nel suo presente nonna, che guarda al suo passato con nostalgia per la consapevolezza di non poter più rivivere quella parte di vita, ma con dentro di sé un “avvenire in potenza” che si realizza attraverso la vita dei suoi figli e nipoti. L’unica nella società che racchiude l’intero ciclo della vita, con la funzione di tramandare e proiettare nel futuro parte di sé e che sembra incarnare perfettamente le tre dimensioni temporali: passato, presente e futuro.

Il progetto si compone di tre parti:
Grandmother: solo – regia di Sara Wiktorowicz, creato con la performer Francesca Foscarini
Wheel of Motion: solo – regia di Dinanda Luttikhedde, creato con la performer Sara Wiktorowicz Destroying
Grandma: duo – regia e creazione di Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz, in scena: Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz

La nostra ricerca si concentra nella seconda parte della trilogia: Destroying Grandma a partire dagli assoli Grandmother e Wheel of Motion, cercando però di darne un colore molto diverso, un’opportunità per noi di sfidarci e di avventurarci in una direzione più assurda e surreale. La ricerca ha incluso interviste a nonne provenienti da culture diverse sui ricordi della loro vita passata. Abbiamo cercato di far sì che questi ricordi prendessero vita attraverso l’utilizzo di costumi, musica, voce e silenzio, azione e reazione, peso e contrappeso, spazio e tempo. Il nostro interesse è di far emergere gli aspetti che accomunano queste donne pur avendo vissuto vite molto diverse.
Francesca Foscarini e Sara Wiktorowicz

residenza realizzata con la partecipazione di Sosta Palmizi

Francesca Foscarini nasce a Bassano del Grappa (VI) nel 1982. Studia danza classica, moderna e contemporanea dall’età di 11 anni. Si perfeziona nel corso degli anni, nella tecnica contemporanea e nell’improvvisazione.
L’incontro con Roberto Castello nel 2000 e a seguire con Sonia Brunelli, Sara Wiktorowicz e con altri importanti nomi della scena nazionale ed internazionale, arricchiscono e personalizzano il suo linguaggio espressivo e affinano il suo talento interpretativo.
Nel 2010 come giovane coreografa italiana viene scelta per partecipare a Choreoroam, progetto internazionale di ricerca coreografica ideato da The Place (Londra), Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa) Dansateliers (Rotterdam), Dance Week Festival (Zagabria), Dansescenen (Copenaghen), Teatro Pradillo/Certamen (Madrid).
Significativi per la sua formazione di danzatrice, i progetti formativi promossi da Opera Estate Festival nei quali ha modo di studiare con: Emio Greco/Accademia Mobile (Olanda), Yasmeen Godder (Israele), Carlotta Sagna (Francia), Nigel Charnock (Regno Unito), Gitta Wigro (Regno Unito), Lucy Cash (Regno Unito), Robert Clark (Regno Unito), Simona Bertozzi (Italia), Sharon Fridman (Israele) – (2010).
Partecipando a “The Project” (2004 al 2007) – Opera Estate Festival, incontra e prende parte a performance con Ronit Ziv (ISR), Elisabeth Lea (AUS/UK), Sara Wiktorowicz (NL), Rachel Prische (UK) e Iris Erez (ISR).
Nel 2007 partecipa al progetto internazionale The Migrant Body ideato e promosso da Opera Estate Veneto, sostenuto da Cultura 2000; partecipando, in qualità di danzatrice a tre residenze coreografiche: National Dance Center Bucharest (Romania) con Sacha Steenk (Olanda), Merseysie Dance iniziative Studios a Liverpool (UK) conSonia Brunelli (Italia), Teatro Astra di Bassano del Grappa (I) con Florin Fieroiu (Romania).
Con la coreografa italiana Sonia Brunelli, dopo una residenza al Grand Theatre di Groningen (NL) continua la seconda fase del progetto con un tour nei diversi stati coinvolti (Italia, United Kingdom, Romania, Estonia, Olanda).
Studia inoltre con Antonella Bertoni e Michele Abbondanza (performance “Ventotto figurine” 2005).
Prende parte al progetto di “Video Dance” (Moving Virtual Bodies), promosso da Opera Estate Festival Veneto con Teatro Comunale di Ferrara, Associazione Cantieri, Amat, Riccione TTV – Performing Arts on Screen a cura di Gitta Wigro; dove in qualità di coreografa approfondisce la ricerca nei diversi campi di applicazione della video danza.

www.francescafoscarini.it
www.sarawiktorowicz.com

Vanaclù “GabbiaNO”

Sabato 26 aprile ore 21:00

Vanaclú
GABBIAno
farsaccia tragicomico-familiare su gente in vacanza

da Anton Cechov
un dis-adattamento di Woody Neri
drammaturgia, regia, disegno scenografico e luci Woody Neri
con Woody Neri, Stefania Medri, Marta Pizzigallo, Massimo Boncompagni, Gioia Salvatori, Liliana Laera, Mimmo Padrone

GabbiaNo è una riscrittura del testo di Anton Cechov. Il testo cechoviano è mantenuto intatto, così come è mantenuta la dinamica relazionale tra i personaggi. Si amplifica la claustrofobia del testo originale: l’impianto scenico ruota intorno ad una piscina gonfiabile, reminiscenza di fanciullesche vacanze da cortile, a simboleggiare un lago. Un luogo che tutti descrivono come incantevole, ma che appare più come uno scantinato industriale, un rifugio antiatomico, una prigione (una Gabbia, appunto), dove i detenuti/personaggi trascorrono la loro personale ora d’aria, la loro vacanza, girando in tondo, a vuoto, nell’impossibilità mentale e fisica di evadere.

VANACLU’ è un progetto artistico composto da attori e che la figura dell’attore pone al centro della sua ricerca espressiva e poetica. Attore in quanto persona, essere fragile e trafitto, in bilico fra il reale e l’immaginario. Uomini e donne che fanno dei propri corpi e anime lo strumento d’indagine per il corpo e l’anima dell’Uomo. Lo stupore, la meraviglia, la magia, il dolore e il miracolo di esistere. Ridere e piangere, all’unisono, di ciò che ci rende umani e del disumano che ci rende angeli e diavoli.
La drammaturgia (che sia nuova, vecchia, adattata o riscritta) è sempre scrittura di e per la scena. La parola si piega al corpo di chi la parola pronuncia e vive, e sono corpi vivi quelli che appaiono di fronte ai vivi corpi di chi osserva, ascolta, partecipa. Il Teatro torna ad essere il luogo in cui l’uomo si commuove e ride di se stesso, perché è se stesso ciò che si trova di fronte. Un rito, blasfemo perché sacro. Tragico perché ridicolo.
Il Teatro siamo noi, colti nel fragrante reato di esserci.

VANACLU’ Si forma nel 2013 attorno allo spettacolo “GabbiaNo” ovvero “Dell’amar per noia”, una riscrittura del classico di Anton Cechov, sotto guida di Woody Neri, il quale ne cura allestimento e drammaturgia. La compagnia, in quanto collettivo artistico, è però già attiva dal 2010, anno in cui allestisce e replica sul territorio nazionale “Beyond Therapy”, di Cristopher Durang.

vanaclu.com

Il Centro della Visione / da venerdi 2 a domenica 4 maggio

Il terzo appuntamento del primo anno di attività de “Il Centro della Visione” ospita lo sceneggiatore e regista cinematografico Stefano Rulli, da oltre trenta anni autore di alcuni dei maggiori successi cinematografici italiani (Mery per Sempre, Il portaborse, Il ladro di bambini, La meglio gioventù, Romanzo Criminale, Educazione Siberiana)  e televisivi (La piovra, Don Milani, Perlasca, Cefalonia), e attuale Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Stefano Rulli presenterà il film Un silenzio particolare, la storia di Matteo, ma anche la storia dei suoi genitori, lo stesso Rulli e la moglie Clara Sereni.
I partecipanti al modulo indagheranno dunque il delicato confine tra creazione artistica e autobiografia, affrontando il problema della distanza necessaria (o meno) a creare un’opera. Tensione verso la sincerità dell’approccio e ricerca della verità emotiva e umana nell’arte saranno dunque i temi trattati.

La tre-giorni sarà coordinata da Piergiorgio Giacché, direttore scientifico de “Il Centro della Visione”.

Partecipano l’antropologo Raniero Regni e il sociologo Stefano Laffi.

Costo dell’iscrizione a questo specifico modulo: € 60,00
Costo dell’iscrizione ai tre moduli del primo anno (Perrotta+Rulli+Del Bono): € 120,00

Silvia Gribaudi “What age are you acting?”

Venerdi 16 maggio ore 21:00

Silvia Gribaudi
WHAT AGE ARE YOU ACTING?
The relativity of ages – Le età relative

prova aperta al termine della residenza dall’ 8 al 16 maggio

(Laboratorio da venerdì 9 a giovedì 15 maggio)

idea di Silvia Gribaudi
con Domenico Santonicola e Silvia Gribaudi
assistente alla drammaturgia Giulia Galvan
musica originale Marco Donello
regia musicale Paolo Calzavara

Act Your Age progetto di dialogo intergenerazionale e dell’invecchiamento attivo verso l’arte della danza promosso da Centro per la Scena Contemporanea- Bassano del Grappa, Nederlandse Dansdagen-Maastricht, Dance House Lemesos , con il sostegno del Programma Cultura 2007-2013 dell’Unione Europea.
Con il sostegno di Kilowatt Festival.
Si ringrazia per la collaborazione: La Conigliera Resana, Teatro Spazio Bixio – Vicenza, Teatro Fondamenta Nuove Venezia,D.ID Dance Identity, Austria.

Quante età ci sono dentro di te? Quanti anni ti senti? Quanti anni hai, davvero? Quali segni lascia il tempo su di te?
Dentro di noi abbiamo diverse epoche, il passato, il presente, la proiezione del futuro.
Lasciamo tracce nel tempo e siamo segnati dal tempo che passa.
Ci arrendiamo al tempo o lo affrontiamo di petto?
Abbiamo paura della morte o accettiamo che tutto scorre?
(Giulia Galvan)

Uno spazio per indagare età diverse dentro lo stesso corpo.
Passato, presente e futuro si mescolano all’esigenza di mantenere la forma attuale nel contrasto fisico di uno scorrere che modella le forme. Ma cosa rimane inalterato?
Quante età ci sono in ognuno di noi?
La performance indaga la possibilità di una comunicazione fra età diverse in cui i corpi muoiono e rinascono oltre il tempo di una vita.
Così come in fondo all’oceano fluiscono numerose correnti invisibili dalla superficie, si può affermare che la differenza fra vita e morte è simile a quella fra le onde che appaiono in superficie e le correnti che scorrono nelle profondità dell’oceano.
(Daisaku Ikeda)

LABORATORIO
La danzatrice Silvia Gribaudi conduce un laboratorio di teatro e danza aperto a uomini e donne over 60. Non è richiesta alcuna esperienza pregressa, solo la voglia di mettersi in gioco e la curiosità di percorrere un cammino dentro se stessi e in relazione con gli altri partecipanti al laboratorio.
Il laboratorio si terrà da venerdì 9 a giovedì 15 maggio compresi (con pausa domenica 11), tutte le mattine, dalle 09:30 alle 12:00.
Il costo a persona è di 50 euro.

Silvia Gribaudi è coreografa e performer.

Creazioni performative
Unattimo” 2008- selezione Anticorpi Explo Italy
A Corpo Libero” Vincitore Premio pubblico e giuria GD’A Veneto 2009 Aerowaves-Dance Across 2010 Fringe Festival di Edimburgo 2012
Spring” Theaterschool-Amsterdam school of the Arts
Wait” materiale elaborato nel progetto di ricerca 2009 Choreoroam Operaestate Festival Veneto,The Place(UK),Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Paso a 2-Certamen Coreogràfico de Madrid (ES),Dance Week Festival (HR).
Anna Piratti + Silvia Gribaudi= Toys?move on!” Progetto Urbano ispirato art. 4 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Inner” 2012 co-coreografia con Sharon Fridman – Festival Danza en la Villa in Madrid , Madrid en Danza and residency at the Festival de Danse et des Arts Multiples – Marseille France.
Not Alone” ( Finalista Premio Equilibrio Rome 2013)
What age are you acting? “ Produzione Act Your Age 2013 CSC/ Bassano del Grappa, Nederlanse Dansdagen/Maastricht, Dance House/Lemesos, supported by the EU Culture Program 2007-2013.
Dal 2008 al 2010 è docente di danza all’Accademia Teatrale Veneta.
Ospite nel 2010 e a The Creative Forum for Independent Theater Groups, Europe- Mediterranean Alessandria d’Egitto e nel 2009 alla Biennale di Venezia.
Segue progetti internazionale quali SNDO2010 (Amsterdam / Bassano del Grappa) , Triptych 2011(Operaestate Festival Veneto/CSC- Regione Veneto, Circuit Est Montreal, The dance Center Vancouver) , Act your Age 2013 e Performing Gender 2014.
Collabora con importanti attori, scrittori e coreografi italiani quali Mirko Artuso, Luciano Padovani,Vasco Mirandola, Giuliana Musso (performance sogni dubbi e debiti) Tiziano Scarpa (produzione circoparola Pantakin 2011) e Roberto Castello per la trasmissione “vieni via con me” Roberto Saviano e FabioFazio-Rai3, compagnia Aldes.
Progetti community di integrazione sociale quali: Progetto OVER 60 su identità femminile oltre i 60 anni
Progetto “Scratch” Giovani a Teatro con Fondazione Venezia creazione video performativo con ragazzi dai 14 ai 17 anni Performance My Job ETAM Marghera collaborazione con Coro Voci dal Mondo di Giuseppina.

www.silviagribaudi.com

Iaia Forte “L’isola di Arturo”

Sabato 17 maggio, ore 21:00

Iaia Forte
L’ISOLA DI ARTURO

dal romanzo di Elsa Morante

Lettura scenica con Iaia Forte
Elaborazione drammaturgica Iaia Forte e Carlotta Corradi
Musiche B.Adamson, D.O’Halloran, C.Evora, Beethoven, Antony and the Johnsons
Immagini di Giovanni Frangi

Quando ho letto per la prima volta L’Isola di Arturo ero molto giovane. I personaggi erano così vivi che mi sembrava di averli accanto, di sentire il loro calore nella stanza in cui leggevo. Quando in età adulta, già innamorata della Morante, ho deciso di rileggerlo, ho compreso cose che da piccola non riuscivo a capire, ma ho sentito che la memoria “fantastica” della prima lettura era rimasta intatta, e che questo libro, per me, avrebbe incarnato per sempre l’adolescenza. L’Isola e Arturo sono lo stesso corpo, selvatico e denso, sono l’infanzia e l’innocenza, e il romanzo racconta magnificamente quel “rito di passaggio” da un età all’altra così traumatico per tutti noi. Ho deciso di lavorare su questo romanzo per il piacere di comunicare una lingua così bella, e per passare del tempo in compagnia di “Quell’isola”, di quel tempo perduto, che è per tutti noi, il nutrimento più vitale dell’immaginazione.”

Iaia, vero nome Maria Rosaria, porta stampata sul viso la sua origine partenopea, con quell’espressione da scugnizza che la contraddistingue. A Napoli è nata nel 1963 e lì ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo, studiando danza e recitando nel teatro sperimentale. Nel 1987 si è iscritta al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si è diploma attrice due anni dopo. Nel frattempo, ha iniziato a lavorare in teatro, debuttando con Rasoi di Mario Martone e proseguendo poi con Add’a passà a nuttata, diretta da Leo De Bernardinis e con trasposizioni di Shakespeare e Cechov per la regia di Carlo Cecchi.

Si è rivelata al pubblico cinematografico soltanto nel 1993, con Libera di Pappi Corsicato. Attrice feticcio dello stralunato regista napoletano, Iaia ha continuato a lavorare con Pappi anche in I buchi neri, I vesuviani e Chimera. Grazie a Maurizio Nichetti e al film L’una e l’altra, ha conquistato nel 1996 un Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista. Nel 2001, la Forte ha interpretato il ruolo di Bianca in Tre mogli di Marco Risi, storia di tre donne in viaggio verso la Pantagonia alla ricerca dei mariti misteriosamente scomparsi, e nello stesso anno è apparsa in Paz!, film di Renato De Maria che celebra l’arte e il mito del noto fumettista Andrea Pazienza. Altro importante film al quale Iaia ha preso parte è La grande bellezza, film di Paolo Sorrentino del 2013.

www.iaiaforte.it